“Perché visitare un museo?”

«Il museo è uno dei luoghi che danno l’idea più elevata dell’uomo». André Malraux, “La psicologia dell’arte”, 1947/1949.

Perché visitare un Museo? Quali sono realmente le funzioni, gli obiettivi e i percorsi di una visita ad una mostra d’arte? Il museo in realtà è l’insieme di museografia, museologia e museotecnica; che insieme creano un luogo in cui vengono conservati per essere esposti beni storici e artistici, al fine di soddisfare una funzione socio-educativa.

Le motivazioni che portano a visitare un museo possono variare da individuo a individuo o accomunare diversi fruitori. Nella maggior parte dei casi capita di essere trascinati a visitare mostre, gallerie e musei dalla famiglia, dagli amici o dagli insegnanti, ma a volte siamo proprio noi la spinta motrice di questo vortice di proposte. Gli psicologi si sono soffermati sui processi cognitivi riguardanti l’approccio al mondo dell’arte e si sono interessati alla relazione esistente tra i tratti di personalità e la fruizione artistica. I tre fattori che maggiormente influenzano il fruitore sono:

– L’apertura mentale che spiega l’interesse verso l’arte;

– Il tipo di formazione;

– L’ambiente sociale.

Quindi emergono diversi profili di visitatori, in particolare si identificano quelli molto motivati, quelli distratti e quelli in gruppo, che costituiscono la maggioranza dei visitatori. Le cinque motivazioni che spingono con maggiore intensità tutte queste tipologie di fruitori alla visita si possono riassumere così:

1 – L’apprendimento e la scoperta: scoprire cose nuove ampliando le conoscenze;

2 – Piacevolezza: divertirsi, sentirsi felici e soddisfatti;

3 – Relax: rilassarsi mentalmente e fisicamente, scuotendo la routine;

4 – Interazione sociale: trascorrere del tempo con amici, famiglia e compagni costruendo relazioni ed interagendo con loro;

5 – Auto-realizzazione: sviluppare conoscenza di sé e autostima, realizzare qualcosa di significativo.

Dopo aver analizzato nel dettaglio coloro che si recano nei musei e il motivo per cui lo fanno, sorge spontanea la domanda chi sono coloro che non visitano i musei? E’ una categoria definibile in negativo, eterogenea e complessa: Gli adolescenti, utenti a motivazione debole ma dai consumi tutt’altro che trascurabili; infatti possono giocare un ruolo interpretativo rilevante perché sono allo stesso tempo molto “speciali”, ma rappresentano anche il tipico non-visitatore contemporaneo. Come possono quindi i musei contemporanei riuscire a invogliare anche quest’ultima minoranza ribelle? Possiamo concludere dicendo che sono sempre più i musei che per conquistare le nuove generazioni si sono messe al lavoro; Facebook, visite notturne, giochi e guide. Risulta pertanto estremamente utile incentivare le ricerche interdisciplinari che consentono il continuo monitoraggio dell’impatto delle visite, per migliorarne l’efficacia complessiva.

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