Arte e Musica Pop

Dal 12 novembre 2016 il Gran Teatro Geox di Padova accoglierà la mostra dell’artista Lady Be “Arte e musica pop”, dedicata ai protagonisti Pop del mondo della Musica.

Lady Be è stimata in tutto il mondo artistico per i suoi stravaganti “Mosaici Contemporanei”, o meglio “Mosaici 2.0”: i ritratti pop, al posto dei classici tasselli in pietra o ceramica, sono composti da piccoli pezzi di plastica, giocattoli, materiale di recupero di ogni tipo, bigiotteria, cancelleria, bottoni e altri oggetti di uso quotidiano.

Essi sono realizzati in un’ottica di opposizione allo spreco e al consumismo: l’artista «prosegue i calibrati processi d’intuizione e realizzazione delle sue opere attraverso il riuso di materiali diversissimi che, solo in apparenza, avevano esaurito la loro specifica (ed imposta) funzionalità indotta, salvandoli dalle filiere del mero utilizzo complementare nei settori della produzione di oggetti ben definiti e ridando subito loro nuova esistenza nonché peculiare prestigio di protagonismo inimmaginabile fuori da tali angusti, anonimi contesti di consumismo “strictu sensu” intesi per progettualità, finalizzazioni e concretezze», come afferma il Professor Nuccio Mula.

Usando queste insolite “tessere” colorate, Lady Be ritrae alcune delle personalità più significative della storia: da Che Guevara ai Beatles, da Frida Khalo a Salvador Dalì, da Picasso a Mao Tse Tung, personaggi ben riconoscibili e strettamente legati a momenti storici importanti e a paesi di tutto il mondo.

La “Personal Pop Art” di Lady Be, come sostiene il curatore della mostra Dott. Francesco Saverio Russo, è personale e coinvolgente: l’osservatore è spinto a toccare l’opera d’arte per cercare di svelare i suoi segreti, la sua più intima essenza. Musica e arte si uniscono in un connubio indissolubile; l’anello di congiunzione è la Pop Art di Lady Be che vede tra i soggetti presentati anche ritratti di importanti personaggi del mondo musicale come Madonna, Jimi Hendrix e Michael Jackson.

Un’artista in grado di parlare a tutti tramite la rappresentazione iconografica delle identificazioni culturali di ogni paese, e di farlo inducendo una riflessione attraverso l’accento posto sul riutilizzo artistico di materiali di scarto, che hanno perso la loro funzione originale per acquisirne una nuova: quella del colore.

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