DESIGN ESPOSITIVO D.DERNIE

Il design espositivo contemporaneo prende in considerazione le relazioni tra gli oggetti e lo spazio in cui vengono esposti, definendone la disposizione e la natura del messaggio che comunicano. Il designer organizza il contenuto delle opere che vengono reinterpretate e decodificate in un nuovo contesto, condizionate da dimensioni, colori, materiali e suoni dell’area espositiva, diventando cosi significativo. Il designer tende a considerare una strategia che offra maggiori opportunità creative o soddisfi le esigenze promozionali del cliente. La proclamazione di una mostra in un museo può innescare un meccanismo di produzione di oggetti correlati, cosi il designer che cura gli allestimenti potrebbe pensare strategicamente ad eventi o lanci per comunicare un messaggio inerente ad un marchio.

La Narrazione riveste un ruolo centrale nel Design espositivo essa indica la contestualizzazione dell’oggetto esposto: tramite relazioni tra il singolo oggetto e la relativa ambientazione nello spazio, giochi di luce e ombre, riflessi e caratteristiche dei materiali che evocano corrispondenze visive e suscitano il coinvolgimento. Importantissimo è creare sequenze narrative che evocano risposte emotive come componenti chiave dell’esperienza definendo un coinvolgimento memorabile con l’oggetto.

La struttura dell’installazione espositiva deve facilitare una narrazione desiderata o le associazioni visive stabilite dal gruppo curatoriale. Nuovi approcci alla contestualizzazione sono stati osservati da R. D’Harnoncourt del MoMa negli anni ’50  i quali utilizzavano il confronto visivo o l’empatia tra le opere d’arte. D’ Harnoncourt riteneva che il campo visivo non si limitava alle opere che il visitatore incontrava nel suo percorso, ma che in punti specifici questo, dovrebbe poter vedere parti della mostra che sono affini con le aree espositive della zona in cui si trova. In quest’ottica l’allestimento viene visto come un collage percorribile dove gli accostamenti eliminano barriere di tempo e di spazio per raccontare collegamenti o affinità astratte tra i vari oggetti. Questo metodo evita il materiale didattico delle installazioni adottando un approccio più interpretativo.

Il design espositivo contemporaneo vuole creare un’esperienza coinvolgente, multi-sensoriale e gratificante, mediante principi di chiarezza e tecniche persuasive un tempo collegate unicamente al mondo pubblicitario. Il punto di partenza del design espositivo è la relazione tra il visitatore e l’oggetto esposto.

Il design esperienziale contestualizza l’oggetto esposto allo scopo di coinvolgere il visitatore su un piano emotivo creando in lui una memoria personale della visita. Le informazioni che esso riceve devono essere comprese in ambienti interattivi e multi-sensoriali grazie ai quali i musei diventano centri culturali pulsanti di vita. Il visitatore è un corpo in movimento e il design espositivo studia i suoi schemi di spostamento per scegliere le modalità comunicative ed espositive. Esso è considerato parte integrante dell’organizzazione, diventando lui stesso performer, spettatore e oggetto dello spettacolo.

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