GDM-Grand Dad’s Visitor Center

Il GDM (Grand Dad’s Visitor Center) è la mostra, a cura di Laure Prouvost, che il Pirelli HangarBicocca ospita tra il 19 ottobre 2016 e il 9 aprile 2017. L’esposizione è ispirata alla storia del nonno della progettista e assembla in un’opera d’arte totale oltre quindici lavori.

Il suo progetto nasce nel 2013 con l’installazione video Wantee, che inquadra alcune sculture di quest’ultimo, ormai convertite in oggetti di uso domestico. In un altro video del 2015, intitolato If It Was, invece, Laure Prouvost giunge a mettere in discussione lo stesso significato di museo, come luogo che prescinde dalle convenzioni, dove il passato assume senso nel presente e nel futuro.

All’interno un’atmosfera surreale si fa spazio tra ambienti stranianti e situazioni paradossali: un salone di bellezza, l’utilizzo di superfici specchianti, l’allestimento di stanze inclinate e spigolose, la disposizione di corridoi bui e labirintici, la presenza di un’area da tè e di una zona per il karaoke. Questa condizione di surrealismo è ricreata grazie alla capacità di Prouvost di fondere a modalità di comunicazione come la finzione, il non-senso, il mondo immaginario e onirico, la realtà dell’esperienza quotidiana e delle sensazioni umane.

Il museo si articola in installazioni, proiezioni, video su monitor, sculture e objet trouvé, alternando i caratteri opposti di luce e suono, immagini e parole scritte, quiete ed euforia attraverso un percorso che implica la totale partecipazione del visitatore. Da questo punto di vista è significativo l’utilizzo che la progettista fa della propria voce all’interno dei video. In tal modo interagisce direttamente con il pubblico abbattendo le tradizionali barriere tra quest’ultimo e la finzione cinematografica. Assume quindi fondamentale importanza la tematica del linguaggio. Concentrandosi su questo aspetto Prouvost ragiona sul significato delle parole fino a distorcerlo, trasforma un testo in immagine, converte un film in scultura, arrivando a creare una confusione linguistica nel vero senso della parola.

Una delle installazioni di spicco della mostra è il The Wanderer (2013), che ricostruisce in modo accurato il negozio di un parrucchiere dove viene riprodotto un video. La clip si ispira al surrealismo di Le Metamorfosi di Franz Kafka, da cui emerge il tema dell’identità con diretto rimando al nonno.

Un video che, invece, è qui presentato per la prima volta, è I Need to Take Care of My Conceptual Grandad (2010), girato a Londra nello studio dell’artista John Latham. Altre clip in cui compare il nonno della progettista sono, inoltre, The Artist (2010), Wantee (2013) e Grandma’s Dream (2013). Quest’ultimo viene riprodotto all’interno dell’installazione della camera da letto della nonna, una stanza tutta rosa, dove il sogno non ha limiti.

Gruppo 09

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