IL PARCO DELLE INCISIONI RUPESTRI DI GROSIO

I primi segni del passaggio dell’uomo in questi luoghi risalgono alla preistoria, i graffiti infatti coprono un arco temporale che va dal tardo Neolitico (IV millennio a.C.) all’Età del Ferro (I Millennio a.C.). All’ingresso del paese l’attenzione del fruitore è catturata dalla monumentalità ed imponenza di due castelli di epoca medioevale e da un immenso roccione, siti su un’altura, all’imbocco della Val Grosina.

CASTRUM GROSII

Il “Castrum Grosii” (o Castello Vecchio) è l’edificio più antico dell’area e fu realizzato attorno al X-XI secolo.Era il castello di pieve, affidato dal Vescovo di Como alla famiglia Venosta.Il castello è identificabile dal campanile in stile romanico e dalla chiesa dedicata ai santi Faustino e Giovita.Recenti scavi hanno permesso di ipotizzare la presenza di un edificio di culto anteriore alla costruzione del castello risalente ai secoli VII-VIII d.C.

 CASTELLO VISCONTI VENOSTA

Il castello Visconti Venosta (o Castello nuovo), fu realizzato per volere dei Visconti di Milano nella seconda metà del ‘300, più precisamente fra il 1350 e il 137. Esso aveva uno scopo strategico e militare ovvero di presidiare la zona di Grosio.La struttura è caratterizzata dalla presenza di una doppia cortina di mura e di un donjon, cioè una torre interna fortificata, che testimoniano le necessità difensive.Il Castello Nuovo costituisce l’esempio più interessante tra i castelli della provincia di Sondrio.

 RUPE MAGNA

La Rupe Magna è una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino, deve il suo nome allo scopritore Davide Pace che attorno agli anni ’70 portò alla luce più di 5000 incisioni rupestri di significato principalmente culturale: guerrieri, figure antropomorfe e animali. Esse sono realizzate con la tecnica detta “a martellina” ottenuta picchiettando la superficie rocciosa con un percussore in pietra. Inoltre sono state rinvenute alcune croci, che testimoniano l’utilizzo dell’area in epoche successive a quella preistorica.

 MOSTRA DEI REPERTI ARCHEOLOGICI

I reperti ritrovati nel corso degli anni sono conservati ed esposti nella mostra allestita nell’Antiquarium (o “Ca’ del Cap”) e sono accompagnati da pannelli informativi che descrivono gli scavi, datano i reperti e li contestualizzano nella storia locale.

 Tutto il complesso fa parte del “Parco delle Incisioni Rupestri” istituito nel 1978 da un consorzio di enti locali grazie alla donazione dei terreni situati fra i comuni di Grosio e Grosotto da parte della marchesa Pallavicino Mossi Visconti Venosta.

Durante tutto l’anno, il parco organizza varie attività fra cui convegni, mostre e diverse attività didattiche.Il complesso è visitabile con ingresso libero ed offre la possibilità di prenotare visite guidate. I visitatori potranno viaggiare a ritroso nel tempo e scoprire la storia più antica della Valtellina attraverso un ambiente naturale molto suggestivo.

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