La comunicazione multimediale

La comunicazione multimediale è lo sfruttamento di diversi mezzi/tecniche di comunicazione come ad esempio immagini, filmati o link per trasmettere un messaggio.

Di notevole interesse sono i sottoinsiemi della multimedialità, dell’interattività e dell’ipermedialità: vere e proprie tecniche per la comunicazione di messaggi in modo chiaro, dinamico e diretto.

Nello specifico la multimedialità può essere intesa come la confluenza di tre tradizioni mediali culturali: la stampa (oggettiva, analitica, sistematica e chiusa), l’audiovisione (soggettiva, globale e aperta) e l’interattività (utente co-autore). Inoltre può essere considerata sia come presentazione che utilizza diversi canali sensoriali sia come processo cognitivo che permette l’acquisizione di nuove conoscenze.

Per ottenere tali conoscenze sono necessari degli strumenti adatti. Entra in gioco allora l’interattività, ovvero la possibilità per il fruitore di compiere azioni tramite un dispositivo (interazione utente-apparecchio) o di intervenire a distanza sul servizio ricevuto (interazione utente-fornitore del servizio).

Quando l’utente trasmette un’informazione al sistema che sta utilizzando, interagisce con esso, cosicché il sistema stesso possa adeguarsi alle esigenze dell’utente.

Negli ultimi anni questo concetto è stato usato in accezioni molto diverse tra loro. Si possono distinguere così l’interattività di selezione, cioè l’ampliamento della varietà delle scelte a disposizione e l’interattività intesa come intervento richiesto al fruitore, cioè la possibilità di inviare dei feedback.

Di particolare importanza sono le proiezioni interattive, ovvero superfici che permettono interazioni di tipo touchless con contenuti digitali. Esse rappresentano il futuro della comunicazione e permettono all’utente finale una totale autonomia per la ricerca di informazioni, la restituzione di feedback o il semplice giocare. Inoltre, Ie soluzioni di questo genere su pavimentazioni e pareti attirano e divertono il pubblico proprio grazie al fatto che evolvono in base ai movimenti dei fruitori: un esempio è l’installazione “Coro” di Studio Azzurro.

Multimedialità e interattività sono dunque concetti ben distinti e non intercambiabili come talvolta succede. La confusione nasce dal fatto che spesso sono tecniche affiancate che si supportano a vicenda. Del resto, la progressiva sovrapposizione tra le due rientra nel processo di convergenza che i nuovi media digitali portano con sé, ovvero una sempre maggior emulazione e simulazione dell’interazione comunicativa tra individui.

La comunicazione ipermediale, invece, è un modo di comunicare interattivo tramite l’utilizzo di link, di browser che servono per visualizzare le pagine Web e in generale di tutti gli ipermedia/iperoggetti esistenti, dove con “iper” si intende tutto ciò che si trova “al di fuori” della parola multimedialità.

Nello specifico un’ ipermedia/iperoggetto multimediale è un messaggio codificato in un linguaggio formale e rappresentato da un file binario, che, se interpretato da un browser, permette la comunicazione usando vari tipi di tecniche.

In conclusione, grazie al supporto della tecnologia, le diverse tecniche per la comunicazione multimediale interagiscono attivamente con il fruitore finale, permettendogli di essere autonomo e soprattutto di vivere un’esperienza meno tradizionale e più al passo coi tempi.

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