ALPINISMO STORICO

La nascita dell’Alpinismo, secondo il Club Alpino Italiano, è da collocarsi  al 1492, anno in cui Antoine De Ville salì sul Monte Aiguille sotto l’ordine di Carlo VIII re di Francia. Lo scopo di tale scalata fu di tipo militare; fu richiesto l’uso di tecniche speciali e la necessità di cercare la via di salita più adeguata. Da qui nacquero i primi scalatori. Nei secoli successivi furono fondate le prime società delle Guide Alpine, come ad esempio quella di Chamonix e Courmayeur, fino ad arrivare al 1863, anno in cui fu fondato da Quintino Sella il Club Alpino Italiano. Diverse furono le mete raggiunte, come anche il numero di rifugi costruiti per sostare durante il cammino. Ma qual è la motivazione che anche oggi spinge diverse persone a scalare montagne? Un’unica motivazione non basta perché diverse sono le ragioni, come ad esempio la volontà “conquistare” una vetta, superare difficoltà spingendosi al massimo dei limiti, passione, bellezza, sport. Se in un primo momento può sembrare una cosa semplice, basta mettersi in azione per capire che diversi sono i pericoli a cui si va incontro. Innanzitutto occorre chiarire che il livello di difficoltà viene posto dal tipo di montagna: non tutti i percorsi sono uguali, ognuno è unico. Bisogna considerare poi anche le caratteristiche dell’ambiente legate alla variabilità atmosferica e alla stagione, che molte volte, specialmente in inverno possono rendere l’avventura molto difficile. A causa della bassa temperatura è più facile che si formi del ghiaccio, che scenda della neve; in estate invece, per quanto riguarda le condizioni climatiche, minori sono le difficoltà che l’ambiente pone. Le tecniche per scalare una montagna possono essere arrampicata, cordata, piccozzi, chiodi da ghiaccio, in base al panorama che si presenta. Elemento fondamentale è anche l’abbigliamento richiesto, differente in base alla stagione e l’ordine cui si appartiene. Spesso, quando si pensa ad un alpinista, si è soliti fare riferimento al tipico cappello verde indossato, realizzato in feltro con una cupola rotonda ornata da una penna. Non ha semplicemente una funzione di abbigliamento che orna l’uniforme ma è diventato un vero e proprio simbolo per il corpo degli alpini.  In base alla classe in cui ci si trova, la penna può essere:

– nera, di corvo, per la truppa

– marrone, di aquila, per i sottufficiali

– bianca, di oca, per gli ufficiali superiori e generali

Con il passare degli anni, le tecniche di equipaggiamento si sono sviluppate sempre meglio. Alcuni degli elementi essenziali richiesti sono:

– imbragatura

– corda

– moschettoni

– discensore (serve a regolare la velocità di discesa lungo la corda)

Al giorno d’oggi, Reinhold Messner, noto scalatore, sostiene che non esiste più l’alpinismo dei suoi tempi in quanto è stato rimpiazzato dalla diffusione della scalata veloce sulle vie già preparate, esercitata specialmente da molti ragazzi.

 

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