Musei per T U T T I

Andare al museo costituisce sicuramente un modo costruttivo e intelligente di impiegare il proprio tempo libero, o di approfondire i propri studi, ma è davvero sempre possibile farlo? Per TUTTI?

Nonostante sia un diritto sancito già negli anni Settanta, negli anni passati l’accessibilità a strutture culturali come ad esempio i musei, sono stati una chimera per chi soffriva di una qualche disabilità. Per fortuna oggi qualcosa è cambiato, molti sono i musei che si attrezzano per venire incontro a tutti i tipi di fruitori e tante sono le iniziative per far vivere esperienze del tutto nuove ripercorrendo anche temi come quello della disabilità.

Secondo un articolo del “Fatto Quotidiano” del 2014 due sono i musei italiani ad “hoc” inaugurati proprio quell’anno:

Il “Museo Accessibile” di Trieste e il Percorso multi-sensoriale di Genova.

Il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste si pone come obiettivo l’accessibilità all’informazione. Il Museo, infatti, si ispira alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Nello specifico i responsabili della struttura si sono accorti che bisognava modificare qualcosa dal punto di vista della COMUNICAZIONE. Hanno deciso così di studiare non tanto le barriere architettoniche ma l’APPROCCIO che usavano con i fruitori. Ad esempio, chi ha difficoltà di apprendimento o di lettura, necessità dell’accompagnamento costante di un mediatore che ne illustra e semplifica i contenuti. Per ovviare a questo problema e rendere l’esperienza museale quanto più individuale, personale e soprattutto fruibile a tutti i curatori del museo hanno deciso di semplificare e rendere più immediato il messaggio che si voleva trasmettere di una determinata sala. In questo modo percorsi di divulgazione scientifica e tanto altro sono messi a disposizione dell’intera cittadinanza in maniera del tutto ACCESSIBILE.

Genova, Dialogo nel Buio

Dialogo nel buio è un percorso sensoriale della durata di 45 minuti, dove i visitatori compiono un “viaggio” in totale assenza di luce che trasforma luoghi e gesti familiari in un’esperienza unica e straordinaria.

A piccoli gruppi si è accompagnati da guide NON VEDENTI attraverso spazi nell’oscurità che riproducono situazioni reali della vita quotidiana nelle quali si deve imparare un altro “vedere”. Non si usano gli occhi ma i sensi, il tatto, l’udito l’olfatto e il gusto. L’obiettivo dell’esperienza, infatti, non è simulare la cecità ma sperimentare i nostri sensi, capire come la percezione della realtà e la comunicazione possano essere molto più profonde e intense in assenza di luce.

Un percorso fuori dal comune dove non c’è niente da vedere ma molto da IMPARARE.

 

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