USER E METAFORA

Abbiamo lavorato per diverse lezioni sui quattro quadranti tangibile/intangibile, contesto/scatola architettonica, e siamo giunti al punto di definire uno user tipo e una metafora che spieghino al meglio le quattro porzioni. Per fare ciò ci siamo aiutati con dei casi studio che dopo aver diviso nei quadranti, ci hanno fatto trovare un fruitore adatto ad ogni tipo di installazione.

Bene INTANGIBILE-SCATOLA ARCHITETTONICA
Lo user che abbiamo definito è “Take it easy” perché è una persona che va al museo prendendo le cose con calma, facilità e leggerezza, senza interessarsi troppo sul tempo e sull’impegno della visita.
La metafora è “Eco del pozzo” perché con la parola ‘eco’ vogliamo indicare qualcosa di lontano, lo scambio di idee e qualcosa di intangibile, mentre con pozzo qualcosa di profondo, come il ricordo lontano.

Bene TANGIBILE-SCATOLA ARCHITETTONICA
Lo user tipo è il “sub” perché le attività presenti in questo quadrante portano il visitatore ad una totale immersione, senza però toccare realmente le cose, proprio come un sub che è immerso nel mare ma non tocca mai con mano l’ambiente circostante.
La metafora è “Scrigno della storia” in quanto rappresenta una cosa preziosa all’interno del quale c’è un tesoro come la storia, che riconduce sempre al tema della memoria.

Bene TANGIBILE-CONTESTO
Qui troviamo come user tipo l’ ”Experience Seeker”, ovvero le persone interessate agli eventi, quindi persone molto attive sui social che scattano fotografie e condividono ogni momento.
La metafora è #play in quanto l’ashtag indica il modo di condivisione sui social che va di moda oggi, e play si può tradurre in più modi come fare, giocare, suonare.

Bene INTANGIBILE-CONTESTO
Lo user adatto a questa categoria è “Daydreamer”, uno a cui piace immergersi nell’esperienza museale, un sognatore ad occhi aperti che vuole interagire con modi alternativi.
La metafora è il cantastorie, perché la comunicazione non avviene solo attraverso immagini e parole ma anche attraverso l’uso degli altri sensi, proprio come facevano anni fa i cantastorie che tramandano le leggende alle persone non solo attraverso le parole ma anche cantando, ballando e recitando. Inoltre il cantastorie non aveva bisogno di un posto ben specifico, quindi può essere ricollocato alla scatola architettonica.
In questo quadrante abbiamo deciso di mettere la nostra categoria di anziani e pantofolai, perché vogliamo farli interagire con il museo in modo diverso, ovvero attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie che li invoglino maggiormente a uscire di casa e spendere un po’ del loro tempo al museo. Un elemento fondamentale saranno le leggende, storie molto diffuse anni fa, che spaventavano la gente e con le quali gli anziani di oggi sono cresciuti.

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