I Bedroom DJs e il rapporto con le arti

Lo studio condotto dal dipartimento Art Council England nel 2008 si è proposto di indagare i possibili profili motivazionali per i pubblici museali, giungendo a distinguere tredici categorie di target.

Quella da noi approfondita prende il nome di Bedroom DJs. Essa si identifica in un pubblico di età compresa tra i 16 e i 29 anni. Questo insieme di persone include quei ragazzi più o meno giovani che non hanno un proprio reddito, e che quindi vivono ancora con i genitori, dai quali dipendono completamente. Nonostante quest’ultimo aspetto essi non esitano a spendere soldi per il piacere, il quale generalmente non fa parte del campo delle arti. L’interesse di questo target si rivolge infatti per lo più alla vita sociale (cinema, locali, sport), al mondo dei social network e a tutto ciò che riguarda la tecnologia. Le uniche attività svolte che, invece, possono essere considerate artistiche sono il suonare strumenti musicali, la danza e l’utilizzo di programmi creativi al computer.

A tal proposito in Italia si è condotta un’indagine che mette in relazione la percentuale di coloro che hanno visitato musei e mostre almeno una volta nell’ultimo anno e la percentuale di chi ha frequentato locali da ballo almeno una volta in un anno. I suoi risultati hanno messo in evidenza come esse quasi si equivalgono, con la prima poco inferiore della seconda, se si considerano i giovani tra i 15 e i 17 anni (influenza significativa dell’ambiente scolastico), mentre la seconda diventa nettamente superiore se si guarda alla fascia d’età tra i 18 e i 19 anni.

La carenza di partecipazione ad eventi culturali o, in generale, di visita alle mostre si pensa sia dovuta alla mancanza di informazione su questi e sui loro prezzi. In tal modo entra in gioco la questione dei mezzi di comunicazione dei quali i più importanti per il Bedroom DJ risultano la TV, internet e il cinema, mentre passano in secondo piano media come la radio, i giornali, le riviste, i cartelli pubblicitari e lo stesso “passa parola”.

Un atteggiamento che si è inoltre riscontrato in questo target è quello di una particolare attenzione nei confronti di ciò che lo riguarda, perciò di rado si dedica al volontariato. Questa attitudine lo porta tuttavia anche ad essere ben motivato nei confronti del proprio futuro.

È proprio la questione del futuro che porta un numero elevato di giovani senza lavoro né inserimento in un percorso di studi a trasferirsi in altri paesi col desiderio di iniziare una nuova vita. Se si guarda al caso dell’Italia, infatti, questo insieme di persone risulta la parte di popolazione più mobile dal punto di vista territoriale. Nonostante questa generazione sia oggi inferiore rispetto alle precedenti il fenomeno appare qui più incidente rispetto agli altri stati.

Gruppo 09

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