L’arrampicata

L’arrampicata intesa come sport nasce nel 1985 con le prime gare svolte a Bardonecchia, anche se già alla fine degli anni ’70 esistevano strutture rocciose dove si praticava un’arrampicata diversa rispetto all’alpinismo tradizionale, definita “Sassismo”. Il Sassismo consisteva in un gruppo di giovani ribelli, che in Val di Mello ha rivoluzionato le regole dell’alpinismo, escludendo l’utilizzo di attrezzi specifici per l’arrampicata, essi usavano ad esempio classiche scarpe da ginnastica. In seguito, nel 1987 nasce la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI).

L’arrampicata è una disciplina complessa caratterizzata sia da un aspetto fisico motorio che da un’importante componente psicologica e mentale, ed esistono diversi tipi di questo sport. L’arrampicata libera, o free climbing,  è  lo stile di arrampicata nel quale l’arrampicatore affronta la progressione con il solo utilizzo del corpo, effettua dunque la scalata a mani nude e appoggiando e incastrando il corpo intero o sue parti. L’arrampicata tradizionale è il tipo più diffuso ed è caratterizzata dal fatto che gli ancoraggi di sicurezza possono essere rimossi. Nell’arrampicata sportiva invece l’equipaggiamento è usato esclusivamente per l’assicurazione, e non aiutare la progressione, esse viene dunque  considerata un tipo di arrampicata libera, contrapposta a quella tradizionale. L’arrampicata artificiale è lo stile di un’ascensione nella quale si fa ricorso ad attrezzi e strumenti che aiutano la progressione. Se gli attrezzi, anziché per la progressione, sono utilizzati al solo scopo di garantire la sicurezza dell’alpinista, la salita viene comunemente considerata come “libera”. Ad esempio se nel corso della salita una corda viene utilizzata per appendersi e riposarsi, questo elemento diventa uno strumento ausiliario che in qualche modo facilita la naturale salita. L’arrampicata indoor è la disciplina praticata su strutture costituite da pannelli su cui si montano delle prese, appigli artificiali di resina o altro materiale. Essa serve sia come luogo di allenamento che come terreno su cui disputare le competizioni. Infatti solo le primissime gare d’arrampicata si disputarono sulla roccia, ma fu subito evidente la difficoltà di creare e cambiare i percorsi di gara.

Esistono inoltre tre diverse specialità nel mondo dell’arrampicata: difficoltà, detta lead, si effettua su vie che aumentano di difficoltà progressivamente fino a raggiungere gradi di difficoltà al limite delle capacità umane; boulder, che consiste nel dover arrampicare su vie basse, circa 3-4 metri, di diversa difficoltà senza l’uso dell’imbrago (l’incolumità è assicurata da morbidi materassi); velocità, detta speed, si effettua su vie più facili e, come dice il nome, l’obiettivo è quello di percorrerla nel minor tempo possibile, la via è sempre la stessa nelle competizioni.

Sitografia:
http://gognablog.com/storia-dellarrampicata-libera-1/
http://www.scuolapaoloconsiglio.it/home/wp-content/uploads/2011/04/Dispensa-storia-dellarrampicata-sportiva.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Arrampicata

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