Luoghi portatori di storie: l’esperienza di Studio Azzurro

Il museo del futuro, e sarebbe auspicabile anche quello contemporaneo, dovrà coinvolgere sempre più il visitatore. Nel tentare di fare ciò è necessario però stare attenti a non mettere in secondo piano una delle grandissime opportunità che l’istituzione museale ha, forse una delle più importanti, ovvero quella, talvolta sottovalutata, di raccontare storie; in altre parole, di fare narrativa. Certo si tratta di un tema delicato, soprattutto quando negli ultimi anni si è fatto di tutto per tentare appunto di coinvolgere sempre più il visitatore, spesso con laboratori ed attività pratiche un tempo riservate solo ai più piccoli: in che modo è possibile concepire oggi un’esposizione narrativa senza correre allo stesso tempo il rischio di ricadere nei vecchi schemi? Come si può fare narrativa e raccontare storie senza che però l’utente torni ad essere il visitatore passivo di un tempo? Ai progettisti viene oggi incontro un grande aiuto, quello della tecnologia, che consente loro di creare allestimenti interattivi che prendano vita solo se sollecitati dalla curiosità dell’utente. In questo orizzonte lavora già da molti anni il gruppo milanese di Studio Azzurro, forse il capostipite di questa categoria.


SENSITIVE CITY nasce da una richiesta per il Padiglione italiano all’Esposizione Universale di Shangai 2010: il progetto si rifà alla grande tradizione delle città immaginate, di cui non a caso uno dei massimi esempi è l’opera letteraria Città Invisibili di Italo Calvino.

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“Quando dopo un lungo viaggio, un viaggiatore arriverà in Sensitive City dovrà fermarsi, toccare con una mano il primo viandante che incontra: sarà lui ad accompagnarlo per mostrargli come quel carattere delicato ed inafferrabile che connota la città si depositi nell’immaterialità dei suoi spazi.  Seguendo le diverse traiettorie il viaggiatore scoprirà città arrotolate l’una all’altra.”¹

All’interno del Padiglione il visitatore, o per meglio dire, il viaggiatore, è guidato alla scoperta delle piccole realtà italiane, raccontate in prima persona da coloro che le abitano, attraverso l’impiego di schermi interattivi. Chi vive l’installazione è dunque totalmente immerso in essa, quasi fosse un racconto in prima persona.

Sitografia:

  1. http://www.studioazzurro.com
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