Monte Disgrazia

Mai in vita mia ho sentito la poesia della natura penetrarmi così profondamente nell’anima come sulla vetta del Disgrazia. Ogni parola per descrivere il quadro che si affaccia allo spettatore del Disgrazia non farebbe che sciuparlo. Natura meravigliosa, tu sei pur sempre quella che ci offri gli spettacoli più belli e dei quali la nostra mente non si sazia mai.”

Bruno Galli Valerio, 1894

Tra le cime delle Alpi Centrali il Disgrazia è di gran lunga una delle più ricche di storia e storie. Completamente in territorio italiano e situato nella provincia di Sondrio, è in posizione avanzata rispetto alla catena principale delle Alpi e fa capo alla val Masino e alla Valmalenco. Il Disgrazia appare decisamente imponente grazie alla sua notevole altitudine (3678 m) e alla copertura glaciale rispetto alle cime circostanti.

La leggenda riguardante il suo nome (che si narra fosse in origine pizzo Bello) ha interessato professori e studiosi, alcuni dei quali si sono accapigliati per stabilire se il nome del monte derivasse da “monte dei Quai” (Quai-ni dal nome di una famiglia di Traona proprietaria degli alpeggi di Preda Rossa), e che per interpretazione libera dei cartografi fosse diventato “monte dei Guai”, quindi più semplicemente Disgrazia. Altri, seguaci del filone ecosostenibile, credono si tratti della contaminazione della parola dialettale Desgiaccia e cioè, “che si scioglie”, perché già in tempi remoti venne notato come fenomeno rilevante con frequenti crolli e frane in particolare in val Sissone.

Alpinisticamente il Disgrazia fu preso in considerazione relativamente tardi rispetto alle altre montagne della zona. Furono degli alpinisti inglesi, tra i più attivi cacciatori di cime delle Alpi, che nel 1862 riuscirono a raggiungere la vetta e inaugurarono la rotta che sarà la più seguita dai montanari. Devono passare ben dodici anni prima che un gruppo di italiani valtellinesi raggiunga nuovamente la cima del Disgrazia il 7 agosto 1874. Dopo di loro altri italiani, inglesi e scozzesi aprirono molteplici vie su tutti e quattro i versanti della montagna per raggiungere la cima.

Sul Disgrazia c’è anche spazio per innamorarsi come dimostra la storia di Alfredo Corti, scienziato e famoso alpinista valtellinese, che il 2 ottobre 1914 raggiunse la vetta con una giovane e dinamica infermiera inglese di nome Helen Hamilton conosciuta poco tempo prima. Ella si trovava da poco a Milano per dirigere una scuola infermiera. Corti restò folgorato dalle capacità di quell’inglese dall’apparenze fragile, cosicché, tornati a valle, in uno dei suoi rari momenti di affettuosità le chiese di sposarlo, dopo di che divenne rosso come un peperone e non parlò più per tutto il viaggio di ritorno. Due mesi dopo, il 5 dicembre 1914 Helen divenne sua moglie.

Monte-Disgrazia-Corda-Molla1.jpg

Fonti:

Maurizio Torri, Le Montagne Divertenti, Beno Editore, 2010

http://www.montagnavissuta.it

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