Un re delle Alpi

“E’ stato il più grande alpinista italiano, uno dei più leggendari del mondo, l’ultimo esploratore (…)”

Viene così definito dal “Il fatto quotidiano” Walter Bonatti in un articolo del 2012 che ricordava la sua morte di cinque anni prima.

Bonatti è nato il 22 giugno del 1930 a Bergamo. A soli diciotto anni compie le prime scalate sulle Prealpi Lombarde.

Durante il servizio militare, svolto fra il 1951 e il 1952, prestò servizio nel 6° Reggimento alpini come istruttore nei corsi organizzati dall’Esercito nelle Dolomiti, nel gruppo dell’Ortles e in quello del Monte Bianco.

Nel 1954 Bonatti partecipa  alla spedizione italiana di Ardito Desio, sul K2. L’evento, tuttavia, si rivela una delusione a causa dell’atteggiamento tenuto dai suoi compagni di viaggio.

Nel 1955, scala il pilastro sud-ovest  del Monte Bianco  in solitaria, rimanendo per sei giorni in parete; si tratta di una delle pareti più difficili del pianeta, una parete totalmente liscia di granito; Bonatti per salire deve sfruttare solo le fessure naturali della roccia; compie un’impresa incredibile che nessuno mai sarà capace di ripetere.

Nel 1961 lo scalatore bergamasco prova a giungere in cima al Pilone Centrale del Freney, mai domato prima: una tormenta di neve lo blocca a meno di cento metri dal termine, e ben quattro suoi compagni di cordata trovano la morte. Nell’agosto del 1964, invece, per la prima volta scala la parete nord della Punta Whymper, una delle Grandes Jorasses; poco dopo conclude la propria carriera sulle Alpi aprendo una via in solitaria invernale in soli cinque giorni sulla parete nord del Cervino.

Ritiratosi dall’alpinismo estremo, si dedica all’esplorazione e al giornalismo che gli permette di viaggiare molto da Capo Horn in Australia, negli anni Settanta viaggia in Africa si reca tra i Dani in Nuova Guinea e addirittura in Antartide. Dopo aver visitato le sorgenti del Rio delle Amazzoni, Bonatti conosce a Roma l’attrice Rossana Podestà: dopo un lungo rapporto epistolare, i due si innamorano e vanno a vivere insieme a Dubino, in Valtellina.

Nel 2011 a Walter viene diagnosticato un tumore al pancreas: la compagna, tuttavia, gli tiene nascosta la notizia, per paura che egli possa decidere di suicidarsi. Walter Bonatti muore a Roma il 13 settembre del 2011 all’età di 81 anni.

Nell’Agosto del 2015 gli eredi di Bonatti, in seguito ad un’intensa collaborazione dello stesso Bonatti col museo, decidono di donare la collezione dell’alpinista al Museo della Montagna di Torino.

È grazie anche a questa generosa donazione che oggi questo voluminoso archivio, contenente circa 7000 fotografie di montagna, databili dalla fine degli anni ’40 agli anni ’80 del secolo scorso, attrezzature alpinistiche degli anni ’50 e ’60 utilizzate da Bonatti e tant’altro ancora, si trova in un luogo sicuro e adatto per la essere valorizzato.

Ora si avvicina la fase successiva, le collezioni dovranno essere riordinate, catalogate secondo un lavoro lungo, complesso e oneroso.

Conclusa questa fase saranno finalmente messe a disposizione del pubblico.

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