Coinvolgere le Comunità

 “Il riconoscimento di un ruolo attivo dei cittadini nelle decisioni che riguardano il loro paesaggio può offrirgli l’occasione di meglio identificarsi con i territori e le città in cui lavorano e trascorrono i loro momenti di svago”. (art. 148 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, l’applicazione dei contenuti della Convenzione Europea del Paesaggio)

Probabilmente a questo punto del lavoro progettuale, in linea con le attuali tendenze del mondo della museologia ci si starà orientando sempre più verso un modello partecipativo di museo. Soprattutto per quanto riguarda gli ecomusei, il cui obiettivo è la valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali del territorio, ciò non può prescindere da un coinvolgimento attivo del pubblico; in particolare, prima dei visitatori esterni, quelli turistici, ci si riferisce alla comunità del luogo, che è l’anima del museo diffuso, senza l’aiuto della quale l’istituzione non potrebbe diventare un “hub”, uno snodo culturale di riferimento.

Ci si chiede allora come riuscire ad avvicinare gli abitanti di un territorio all’ambito dei beni culturali, per attivare un confronto, mettere in atto una presa di consapevolezza e promuovere la partecipazione dal basso.

Esistono dei veri e proprie metodologie, testate e applicate in Italia e all’estero, atte a raggiungere uno sviluppo partecipativo. Tra queste sono conosciute soprattutto il “Participatory Learning Action” (PLA) e il metodo delle mappe culturali; il ruolo di questi progetti non è tanto di realizzare quanto di avviare.

Il metodo del PLA indaga sull’identità del territorio, in modo che i suoi abitanti possano riconoscerla e sappiano valorizzarla.
Il metodo delle mappe culturali agisce sulla consapevolezza degli abitanti di un territorio rispetto alle proprie risorse e potenzialità. Le fasi principali del progetto sono:

  • creazione di un gruppo di lavoro locale e formazione sul metodo
  • definizione di un gruppo di ricercatori delle risorse culturali del paese: si tratta di circa 30/40 persone, moderate dal gruppo di lavoro locale, precedentemente formato
  • si arriva ad una mappatura finale del territorio. Il lavoro deve poi essere rappresentato da un pittore locale
  • la mostra finale e la discussione con tutta la comunità rappresenta la conclusione del lavoro.

(Fonte:http://www.mondilocali.it/wp-content/uploads/2011/03/2005-Satta-Partecipare-al-patrimonio.pdf)

Alcuni esempi:

SISTEMA ECOMUSEALE DEL SALENTO
All’interno del Palazzo Marchesale di Botrugno (LE), è stato costituito un Laboratorio Museale per il Paesaggio con lo scopo di avviare un nuovo processo di educazione al patrimonio culturale per la comunità botrugnese.
Il Laboratorio ospita esposizioni temporanee, incontri, promuove percorsi sul territorio. Tra i suoi interventi c’è la realizzazione della “Mappa di Comunità del Paesaggio. La mappa di comunità è lo strumento con cui gli abitanti di un determinato luogo hanno la possibilità di descrivere il patrimonio, il paesaggio, i saperi, le tradizioni in cui si riconoscono e che desiderano tramandare alle generazioni future.
La mappa è un work in progress e, come tale, va continuamente aggiornata e costruita in modo partecipato.
mappa_comunita
(Fonti: http://www.comune.botrugno.le.it/index.php?option=com_content&view=article&id=114&Itemid=137;
http://www.ecomuseipuglia.net/labPaesaggio.php)

QUANDO ANDAVAMO IN MINIERA
Il progetto “Quando andavamo in miniera. Immagini e voci dei paesaggi minerari storici della Comunità Alta Valsugana e Bersntol”, promosso dall’Ecomuseo Argentario, ha come obiettivo principale la raccolta e valorizzazione di immagini e ricordi legati ai paesaggi costruiti dall’attività estrattiva storica (miniere e cave), grazie alla collaborazione di associazioni e realtà culturali del territorio. La raccolta del materiale si è svolta tra ottobre e dicembre 2016 presso Biblioteche e punti di Lettura della Comunità, coinvolgendo enti pubblici, associazioni e privati. Contemporaneamente sono state realizzate interviste ad anziani ed ex lavoratori delle miniere e delle cave e ad appassionati dell’esplorazione sotterranea.
Tra gennaio e aprile 2017 la rielaborazione di questi materiali porterà alla realizzazione di alcuni prodotti fruibili da tutta la popolazione, soprattutto attraverso l’archivio virtuale on-line e il canale tematico YouTube.
(Fonte: http://ecoargentario.it/progetti/_267/)

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