MUSEO SENZA CONFINI

A Torino, posto in cima al Monte dei Cappuccini, si trova il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, il quale nasce originariamente come Vedetta Alpina e come punto di osservazione delle montagne circostanti.
Questo museo ha la particolare fortuna di avere un’esposizione di beni che va oltre ai confini propri dell’edificio, poiché attraverso le finestre si possono osservare i 400 chilometri di Alpi che circondano la città e che introducono gli argomenti trattati all’interno.
AREA ESPOSITIVA PERMANENTE

Il percorso espositivo, suddiviso in nove aree tematiche, vuole raccontare la storia delle Alpi, di come sono state vissute nel corso dei secoli, delle pratiche alpinistiche nelle sue varie manifestazioni, dello sviluppo delle attrezzature alpine e delle spedizioni piemontesi sulle vette più alte e importanti del mondo.

Durante tutto il percorso di visita, il fruitore viene accompagnato da una guida che, attraverso i video trasmessi dagli schermi posti in ogni sala, chiarisce e approfondisce le diverse zone museali. Questi video sono stati girati dallo stesso attore all’interno del museo, in corrispondenza delle zone approfondite; ciò rende più coinvolgente il racconto facendo sì che il visitatore si senta in compagnia di una vera e propria guida.img_0593

Tra la collezione museale si possono trovare numerose fotografie d’epoca, di queste alcune sono state esposte in modo classico, altre sono state inserite in un’installazione nella quale, attraverso alcuni oblò con delle lenti ingrandenti, è possibile osservare e immergersi nelle diverse fotografie.

img_0586Per ricreare l’ambientazione montana all’interno del Museo, sono state allestiti alcuni spazi con ambienti tipici: è presente una parte di montagna sulla quale sono stati posti gli attrezzi adatti per scalarla, in un angolo sono state posizionate le tende originali utilizzate per la scalata degliu 8000 oppure è stato ricreato un bivacco originale utilizzato agli inizi del Novecento.

Un importante argomento trattato dal Museo è lo img_0583sviluppo dei vari strumenti alpini: i vari attrezzi, divisi per categoria, sono stati allineati e posizionati in ordine cronologico dal più antico al più recente, così da mettere in evidenza la loro evoluzione. Tra questi strumenti ci sono le corde, i moschettoni, i chiodi e gli sci, posti affiancati su un semicerchio.

Il percorso termina con la terrazza, dalla quale si può ammirare la città di Torino e il lungo tratto di Alpi, così da poter osservare ciò di cui si è parlato nel Museo.

 

AREA ESPOSITIVA TEMPORANEA

Lo spazio espositivo del seminterrato è dedicato a mostre temporanee, dove vengono affrontati diversi aspetti della montagna.

Personalmente ho visitato la mostra “EX LIBRIS DELLE MONTAGNE. Incisori di vette”, un’esposizione incentrata sulla raccolta di ex libris del Museo, che conta più di quattromila pezzi con soggetto montano. Queste piccole porzioni di carta, che vengono definite “uno spazio di libertà in pochi centimetri quadrati” da Gastone Mingardi, grande collezionista e antiquario, sono etichette nate in Germania alla fine del Quattrocento utilizzate per contrassegnare la proprietà dei volumi. La collezione mostra come il tema montano sia stato declinato in mille sfaccettature, parole e immagini dai vari pittori, incisori, illustratori e disegnatori autori di ex libris, ognuno con tecnica, linguaggio e stile differente.
L’esposizione segue un percorso iconografico che spazia in un arco temporale che parte dalla fine del Cinquecento, con il più antico ex libris di montagna conosciuto di Adolf Kunst, ad oggi, con quelli più recenti dedicati alle Olimpiadi di Torino 2006.

img_0548La sala è stata allestita con una serie di cornici uguali allineate lungo le pareti, contenenti i diversi ex libris, con a fianco una targhetta con l’autore, la data di creazione e la tecnica utilizzata; all’ingresso e all’interno della sala sono stati posti alcuni cartelli esplicativi con la definizione di ex libris, con la loro storia e con approfondimenti sulle singole e diverse tecniche di stampa (in rilievo, in cavo e quelle innovative del XIX secolo). Inoltre la mostra è stata accompagnata dal volume “Ex libris delle montagne”, a cura di Aldo Audisio e Laura Gallo, in cui viene illustrata l’intera collezione di ex libris di soggetto montano appartenente al Museo.

Il metodo espositivo è stato poco innovativo: a prima vista l’utilizzo di cornici tutte uguali e allineate è stato un aspetto che ha dato un senso di linearità e precisione all’insieme, ma nella visione singola degli ex libris, questa stessa linearità ha reso noioso e monotono il percorso verso le ultime opere.

 

Questo museo, in relazione al prezzo dell’ingresso e soprattutto al suo tema principale molto vasto, risulta povero di materiale e di storia. Nonostante ciò, la collezione presente è esposta in modo interessante e divertente, poiché permette al visitatore di vedere dal vivo molti attrezzi, mezzi e prodotti originali, nelle loro esatte dimensioni e inserite nel giusto contesto. Per questo motivo il Museo è adatto a tutti coloro che sono incuriositi dalle montagne e dalla loro storia; ideali sia per gli adulti che per i bambini sono le giornate organizzate dal Museo in cui sono previste visite organizzate per i primi e attività laboratoriali per i più piccoli.

Elena Riina

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