Alla scoperta delle Alpi

Il museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” si trova a Torino, posto in un punto strategico da cui si possono ammirare le Alpi e la città ed è situato vicino alla chiesa e al convento del Monte dei Cappuccini.
All’interno del complesso museale sono presenti tre grandi aree, una espositiva in cui si trovano la collezione permanente e quella temporanea, un’area di documentazione che comprende una fototeca, una cineteca e la biblioteca C.A.I. ed infine un’area incontri.
Per quanto riguarda l’esposizione permanente, il percorso di visita è strutturato su due piani in cui sono presenti nove aree tematiche, che trattano diversi argomenti. Al piano terra si trovano le prime quattro aree tematiche che in successione espongono i temi della storia montana raccontando l’evoluzione dal mistero legato alla montagna fino alla sua civilizzazione, lo sviluppo delle comunicazioni e dunque il ruolo che le Alpi hanno assunto durante lo sviluppo dei mezzi di trasporto (tra cui l’invenzione dell’automobile), il turismo e l’alpinismo ed infine il Club Alpino Italiano (C.A.I.) .csp-museomontagna-028 Al primo piano invece le restanti 5 aree raccontano dell’alpinismo invernale, dello sci e degli sport invernali, della montagna extraeuropea, dello sviluppo sostenibile ed infine è esposta la collezione Piacenza. La collezione permanente si conclude con una terrazza al secondo piano dalla quale è possibile ammirare l’arco alpino.

Durante tutto il percorso di visita è possibile vedere oggetti in mostra tra cui foto, vecchie cartoline e sono inoltre esposte diverse ricostruzioni di oggetti utilizzati nel passato, l’evoluzione di alcuni strumenti come ad esempio gli scii o gli attrezzi per l’arrampicata. Questi oggetti in esposizione sono di fondamentale importanza per la visita, poiché permettono di assimilare meglio gli argomenti trattati in ogni area e valutare con i propri occhi i cambiamenti che sono avvenuti nel corso degli anni nell’ambiente montano.
In ogni area del Museo inoltre è presente uno schermo nel quale viene proiettato un video a ripetizione in cui un attore spiega brevemente la tematica trattata nell’area in questione, essendo video di breve durata riescono a catturare l’attenzione e coinvolgere le persone. Le storie che vengono narrate nei video sono molto interessanti, poiché si tratta di ricostruzioni di aneddoti realmente accaduti, nell’area dedicata alle montagne extraeuropee ad esempio viene mostrata la scalata del K2 e vengono raccontate le relative sensazioni provate dai protagonisti. museo-della-montagna-06L’unico punto a sfavore per quanto riguarda l’utilizzo degli schermi è il volume dell’audio, le aree del museo non si trovano in stanze differenti, sono semplicemente suddivise su due piani e capita dunque di non riuscire a seguire attentamente il filo del discorso in quanto si sente ciò che proviene dallo schermo dell’area precedente o seguente.

Il piano seminterrato è dedicato alle mostre temporanee, in questo periodo è presente la mostra “Ex libris delle montagne. Incisori di vette”, una mostra in cui gli elementi principali sono ex libris del museo, ossia etichette o pezzi di pergamena che in questo caso raccontano ed esprimono il tema della montagna descrivendone i diversi aspetti che la caratterizzano. Per quanto possa essere un tema interessante, non è pienamente valorizzato, infatti la visita di questa area di museo risulta noiosa, poiché gli ex libris sono esposti in un modo classico, inseriti all’interno di cornici una affiancata all’altra, è evidente dunque che per quanto riguarda la mostra temporanea i fruitori saranno esclusivamente persone interessate all’argomento.

Indicativamente il museo è adatto ad un target interessato all’ambiente montano, alla storia e alla cultura, non facendo uso di strumenti tecnologici è infatti difficile che attiri fruitori giovani, specialmente adolescenti; nonostante ciò vengono comunque organizzate delle visite dedicate alle scuole, in modo tale da fare conoscere ai più piccoli il contesto alpino e la cultura montana tramite giochi ed esperienze in prima persona.

Elena Fortini

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