Il Museo delle Alpi presso il Forte di Bard

 

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Cabinovia del Forte

Il Forte

Il museo si colloca presso il Forte di Bard, all’imbocco della Valle D’Aosta. Il sito è antichissimo, frequentato sin dall’era preromana ed utilizzato come luogo di difesa e frequentazione. In seguito alla completa distruzione compiuta da Napoleone nel 1800, il forte è stato ricostruito 30 anni dopo dall’architetto militare Olivero per volere del re Carlo Felice. Il Forte di Bard, riaperto ai visitatori nel 2006 in seguito al suo restauro, costituisce oggi un importante centro d’arte e di cultura, nonché un notevole mezzo per l’interpretazione della montagna e della civiltà alpina.

Raggiungere il museo

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Biglietteria e mappa

Arrivati al Forte di Bard e al suo punto informazioni, si viene istruiti circa l’utilizzo delle cabinovie che permettono di raggiungere il Museo delle Alpi e le mostre temporanee. Alla fine della prima cabinovia appare un cartello su cui viene indicata la biglietteria nella direzione errata (si viene così indirizzati verso il borgo medievale di Bard): sono in realtà necessarie altre 3 cabinovie per giungere alla biglietteria, cosa che permette al visitatore di godere di un paesaggio mozzafiato. Una volta acquistato il ticket ad un costo decisamente ridotto, viene rilasciata una mappa abbastanza dettagliata del percorso che si andrà a compiere. Si entra quindi in una sala in cui si viene introdotti al tema della montagna, tramite dipinti dal tema alpino, per poi iniziare il percorso museale vero e proprio che viene indicato con una segnaletica chiara e visibile, caratterizzata da elementi geometrici di colore rosso.

 

Il percorso museale

Il percorso espositivo è unico, divisibile in 4 grandi tematiche principali, ciascuna delle quali ulteriormente suddivisa in ambienti che indagano temi differenti, anticipati da titoli significativi. Di seguito si riporta la visita attraverso le quattro parti citate, evidenziandone tipologie di collezione e scelte di allestimento.

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“La notte dell’ufficiale”

Introduzione e tema del paesaggio alpino contemporaneo. Il percorso ha inizio in una sala che presenta dispositivi multimediali su cui vengono trasmessi immagini e video della Alpi: in particolare, all’interno delle sale introdotte dalla frase “Oltre la cartolina”, dei filmati mostrano scene di vita montana nelle sue molte sfaccettature. Al moderno vengono affiancate delle cartoline vintage che si muovono all’interno di una bacheca, mentre, al di fuori del percorso espositivo, una stanza chiamata “La notte dell’ufficiale” ricostruisce l’ambiente notturno della vita di guarnigione.

 

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Schermi multimediali su pavimento

Flora, fauna e geografia delle alpi. La seconda parte dell’esposizione si apre con la ricostruzione del “Dahu” (animale fantastico), di specie animali – questa volta reali – che si sono adeguate alle condizioni climatiche legate all’altitudine, e di alcuni esempi di flora. Il pavimento di una delle sale successive è una mappa geografica, mentre in un ulteriore ambiente si giunge di fronte ad un video che presenta un “volo d’aquila” dalla vetta del Monte Bianco sino al Forte di Bard: il monitor è stato inclinato in modo tale da dare la sensazione di “entrare” nel video. Due ambienti, denominati “Le Alpi nate dal mare” e “Le alpi nate dal fuoco” raccontano la nascita e la formazione del paesaggio alpino tramite modellini e schermi multimediali.

 

La civiltà alpina. Il reparto sulla storia delle civiltà delle Alpi si apre con una grande ruota parietale, che gira mostrando i giocattoli d’infanzia e i ritratti di adulti, anziani e bambini. Seguono poi delle riproduzioni in scala reale della “Stube”, della stalla, di un’aula scolastica, di un mulino. La civiltà si mostra anche attraverso i propri riti religiosi e pagani, rappresentati nelle sale successive attraverso statuette di santi e l’esposizione di coloratissimi costumi da festa. Dietro le vetrate disposte sulle pareti di un’altra stanza sono invece custodite le foto e gli oggetti d’epoca di abitanti di varie località alpine.

La trasformazione della montagna nell’era moderna. L’ultima parte del percorso propone un salto indietro nel tempo attraverso libri e riviste – originali o copie – che illustrano le storiche scalate del Monte Bianco e del Cervino, simboli della “conquista” della montagna. Passata la sala che tratta il tema della miniera e quella adibita a vagone di un treno del ‘900, si passa all’ultimo ambiente: su dei pannelli leggerissimi distribuiti per tutta la stanza vengono proiettati dei moderni video di pattinaggio, arrampicata, sciismo.

Considerazioni sulla visita

Il museo sembra avere come target i visitatori adulti, non necessariamente esperti della montagna e dei suoi temi. La facilità con cui lo si può raggiungere lo rende adatto anche ad una fascia d’età più elevata, mentre per i più piccoli si è creato un percorso distaccato, sempre all’interno del forte, sicuramente più adatto alle loro preferenze. Il percorso museale utilizza principalmente schermi multimediali interattivi o non, con un’alternanza che non rende la visita monotona o ripetitiva. Viene in ogni sala lasciato ampio spazio all’immaginazione e alle sensazioni personali di ciascun visitatore: un punto critico è infatti, nella maggior parte dei casi, la mancanza di testi o brevi didascalie che accompagnino oggetti e video, dei quali si gioca quindi ad indovinare l’utilizzo o il tema. Inoltre, forse approfittando del bilinguismo valdostano, si è per l’intero percorso omessa una qualsiasi spiegazione in lingua inglese. Solamente in uno schermo interattivo disposto davanti alla ricostruzione della stalla vengono trasmessi dei video dotati di didascalie in italiano, inglese, francese e spagnolo. Infine non viene studiato un particolare escamotage per far sì che coloro che hanno già visitato il museo tornino a farlo di nuovo. Nonostante i punti critici sopra elencati, il museo rimane una località molto suggestiva e ben organizzata sotto molti aspetti.

Strada panoramica per il forte.jpg
Strada panoramica per il forte

 

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Modellino del sito

 

 

Bibliografia e sitografia:

Tropeano M., Forte di Bard – Storia di un’avventura, Quart (Ao), Musumeci spa, 2005

Museo delle Alpi presso il Forte di Bard

 

Olivia Lampati

 

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