Museo Nazionale della Montagna

Il Museo Nazionale della Montagna si trova in cima al Monte dei Cappuccini dal quale, una volta arrivati, viene naturale rivolgere lo sguardo verso il paesaggio circostante: un panorama stupefacente con la città di Torino sovrastata dalle Alpi innevate, dal Monviso al Monte Rosa.

 

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Esterno del museo

 

Il museo è diviso in quattro piani: il piano terra e il primo piano dove è allestita la mostra permanente, il secondo piano con il belvedere e il piano interrato con le mostre temporanee; si ha la possibilità di percorrere le tre parti del museo nell’ordine preferito, ma allestito seguendo un percorso circolare antiorario.

Una caratteristica principale della mostra permanente è data dalla presenza di diversi temi legati al filo rosso della montagna, spiegati attraverso l’utilizzo di pannelli esplicativi e monitor con una narrazione sempre precisa e dettagliata e allo stesso tempo coinvolgente. Ulteriore aspetto rilevante è la possibilità di potersi sempre orientare con l’esterno: le numerose finestre del museo permettono al visitatore di avere sempre uno sguardo verso il territorio in cui il museo è inserito.

Nella prima sala si affronta il tema della Religione: grazie alla testimonianza della Sacra di San Michele, sentinella della Valle di Susa, se ne analizza l’aspetto “spirituale”, attraverso i luoghi del mistero da esplorare per sviluppare una religiosità che si spinge oltre la paura; mentre  la parte più “artigianale” è resa tramite oggetti e immagini frutto della lavorazione artigianale del legno.

Procedendo nella seconda sala l’attenzione si concentra sul tema della Comunicazione, nello specifico la storia di come le montagne siano diventate nel corso degli anni un collegamento tra i diversi popoli. Da qui lo sviluppo dei vari metodi di attraversamento delle Alpi: è possibile vedere una tipica automobile del tempo, un carico merci del treno e una slitta, il tutto accompagnato da plastici e carte geografiche per contestualizzare e mostrare i territori alpini.

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Automobile per i viaggi in montagna

 

Seguendo l’andamento circolare si incontra il tema del Turismo, nato con l’Alpinismo, reso attraverso la ricostruzione del tipico bivacco montano e dalla catalogazione degli attrezzi necessari per compiere una scalata, nella loro evoluzione. Una piccola sala attigua mostra su dei monitor le immagini in diretta delle vette alpine, mentre un poster raffigura lo skyline della città.

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Attrezzi per la scalata

 

Non poteva mancare nel kit della scalata il reparto medico. Nell’area dedicata al CAI (Club Alpino Italiano), oltre alla storia che ne ha caratterizzato la fondazione proprio nella città di Torino, particolare è la ricostruzione di una tipica valigetta contenete gli attrezzi medici tipici del tempo utili in qualsiasi situazione spiacevole.

All’interno del cerchio che chiude il primo piano vi è una mostra temporanea su Piero Ghiglione: stampe fotografiche, copertine di giornale, attrezzatura alpinistica, libri e documenti, rendono onore a un personaggio che fu alpinista, giornalista, scrittore, fotografo e soprattutto giramondo.

Utilizzando l’ascensore o le scale, che permettono di accedere a qualsiasi parte del museo, si arriva alla seconda parte della mostra. Salendo al primo piano si cambia totalmente aria, nel vero senso della parola. Infatti se in un primo momento sembra soltanto di provare un clima di freddo all’interno della prima stanza, soltanto dopo aver ascoltato la spiegazione del tema dell’Alpinismo invernale, si ha la percezione di entrare realmente all’interno del contesto montano.

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Ricostruzione di una montagna

Ripercorrendo nella prima parte i cambiamenti dei vestiti utilizzati negli anni per la scalata e lo sviluppo delle piccozze, si passa successivamente all’area sportiva e del divertimento. L’argomento Sci e Sport invernali viene raccontato attraverso la storia dello sviluppo degli sci, a partire da quelli antichi in legno fino a quelli più moderni di forma e materiali totalmente diversi, e tramite oggetti veri e propri degli sport tipici della montagna. Particolare attenzione viene dedicata alle Olimpiadi invernali di Torino del 2006.

I due temi successivi sono: la Montagna extraeuropea, con i racconti di inizio Novecento di Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi alla scoperta dell’Himalaya. Rilevanti in quest’area sono lo sviluppo della tenda, sempre più leggera e resistente, e la collezione di “sguardi fotografici” realizzati da Vittorio Sella. L’altro tema è lo Sviluppo sostenibile, dove l’elemento chiave rimane sempre l’ambiente, risorsa prima della montagna che va preservato con ogni mezzo senza superare i limiti delle risorse stesse.

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Ricostruzione di un accampamento

Il primo piano si chiude con la Collezione Piacenza nella quale si possono notare le diverse attività sulle Alpi e all’estero compiute da Mario Piacenza, alpinista e anche ex direttore del Museo.

Salendo al secondo piano arriviamo infine al Belvedere. Ancora una volta, ma da una posizione ancor più privilegiata, il museo diventa un posto di attrazione. Inevitabile una sosta foto con il paesaggio circostante e la possibilità di riconoscere le diverse cime ed edifici della città.

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Vista panoramica

Infine, le restanti mostre temporanee sono visibili al piano sotterraneo, come ad esempio la collezione Ex libris delle montagne, con lo scopo di valorizzare e incrementare le collezioni iconografiche.

Il Museo Nazionale della Montagna racconta il tema principale nelle sue diverse sfaccettature permettendo di attirare vari tipi di pubblico: gli appassionati della montagna, legati all’aspetto storico e della tradizione, gli sportivi che nelle esperienze passate rivivono la competitività delle attività montane, e visitatori di ogni genere che possono apprendere o addirittura appassionarsi a tali vicende anche grazie alle innumerevoli mostre temporanee che arricchiscono continuamente il museo. Nonostante ciò la visita del museo risulta passiva per il visitatore, infatti la fruizione è di tipo tradizionale senza l’utilizzo di dispositivi tecnologici che permetterebbero  di vivere la montagna fisicamente.

Sitografia:

www.museomontagna.org

www.coopculture.it

Davide Paredi 10488919

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