La Bisciola, il sapore del Natale in Valtellina

La Valtellina è una terra ricca di sapori, in cui la tradizione ha lasciato molte tracce ancora visibili in numerosi campi, soprattutto quello culinario.

In Valtellina si può quasi sempre affermare che non è Natale se non c’è la Bisciola.

Ma cos’è la Bisciola?

Nata, secondo la leggenda, quasi per caso, la Bisciola è oggi il dolce più tipico e tradizionale della Valtellina dove spesso, durante le Feste di Natale, sostituisce persino il Panettone. Secondo la leggenda, la Bisciola è nata alla fine del XVIII secolo quando Napoleone si fermò proprio in Valtellina prima di terminare la Prima Campagna d’Italia. Napoleone avrebbe chiesto ad un cuoco del posto di preparargli un dolce utilizzando ingredienti locali e il cuoco inventò questo pane dolce lievitato mettendo insieme diverse farine, del burro, uvetta, pinoli, fichi, noci e nocciole. È difficile però da credere dato che non è certo che Napoleone sia mai passato dalla valle. Molto probabilmente la sua origine è più antica e sicuramente nasce come piatto della cucina dei poveri. Il nome deriva probabilmente dal latino “buccella”, ossia bocconcino; si tratta di un prodotto di origine contadina che veniva preparato nel forno di casa o del paese e costituiva un’occasione di ritrovo in famiglia e nella comunità.

Data la sua eccezionalità, è stata inserita nell’Elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). La Bisciola (chiamata anche Pan di Fich) ha ottenuto, a partire dal 2013, il Marchio Collettivo Geografico (MCG) che, attraverso la predisposizione di un rigido Disciplinare di Produzione, tutela il prodotto e i suoi produttori dettando le regole per l’esecuzione della ricetta e per la scelta dei migliori ingredienti del territorio. I produttori sono, infatti, obbligati a utilizzare solamente prodotti del territorio e proprio per questo, a seconda delle zone di produzione, il sapore del dolce può presentare alcune lievi differenze in funzione delle variazioni nella scelta e nel gusto di alcune materie prime impiegate come il burro di latteria i cui profumi cambiano a seconda del luogo di origine. È ottima consumata sia fredda che calda e, secondo la tradizione valtellinese, dovrebbe essere consumata intinta nella grappa.

Ecco alcune indicazioni circa gli ingredienti e le modalità di esecuzione per chi volesse cimentarsi nella preparazione di questa specialità:

– 1 uovo intero + 4 tuorli;

– 60 grammi di burro;

– 12 grammi di miele;

– 75 grammi di zucchero semolato;

– 270 grammi di farina bianca;

– 50 grammi di farina di segale;

– 20 grammi di lievito di birra;

– un pizzico di sale, la scorza grattugiata di un limone;

– 100 grammi di uvetta;

– 100 grammi di fichi secchi;

– 60 grammi di nocciole;

– 100 grammi di noci;

– 20 grammi di pinoli;

– liquore tipo “Gran Marnier”, essenza di arancia, acqua.

Amalgamare per bene l’impasto, aggiungere i fichi e l’uvetta ben sgocciolati, le noci, le nocciole ed i pinoli. Infornare a 160°C per circa 40 minuti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...