MUSE: un museo in prima persona

Il grande parco che circonda il MUSE (Museo delle Scienze) di Trento, con le sue mostre temporanee, è accessibile al pubblico da un percorso pedonale, attraverso il quale è possibile raggiungere il centro storico della città in pochi minuti. Circondato da uno specchio d’acqua e passerelle di legno, il museo risulta privo di barriere architettoniche.

1.pngEntrando nell’atrio dell’edificio, pervaso dalla luce e interamente visibile dall’esterno, viene immediatamente percepita la grandezza dell’edificio e la vastità di materiali in esso contenuti. Lo spazio museale, dedicato a natura, tecnologia e storia, è distribuito su 6 piani, che si affacciano su un ampio atrio centrale (immagine 1), vero e proprio pozzo di luce, nel quale sembrano “fluttuare” decine di esemplari imbalsamati di animali e riproduzioni.

Gli spazi del museo sono così ricchi di contenuti e materiali unici che una visita accurata dovrebbe durare dalle 3 alle 5 ore. All’ingresso viene subito fornita una mappa dell’edificio, che individua le varie sezioni e guida il visitatore lungo il percorso. Inoltre, è possibile richiedere e noleggiare una particolare guida interattiva su tablet, con video di approfondimento, interviste speciali e immagini a 360°.

2.pngTramite un ascensore ingabbiato tra lastre di vetro si sale fino alla terrazza sul tetto (immagine 2), che offre una vista panoramica mozzafiato: in una giornata limpida è possibile scorgere le vette più remote della Val d’Adige.

E’ chiaro fin da subito che l’architettura (ma anche allestimenti, elementi di supporto interni e tavoli espositivi) è molto essenziale, luminosa e trasparente, soprattutto grazie ai materiali utilizzati (per la maggior parte eco-sostenibili, primi tra i quali vetro e legno di bamboo), capaci di donare semplicità, naturalezza e leggerezza agli ambienti, dando estremo risalto ai materiali esposti e lasciando sempre intravedere sullo sfondo il paesaggio circostante.

Iniziamo così la nostra esperienza di visita, giungendo al quarto piano, “Alte Vette”, suddiviso in 3 sezioni numerate che guidano il visitatore attraverso le numerose tematiche.

3.pngLa sezione “Avventura tra i ghiacci” è dedicata all’esplorazione delle alte quote e dei grandi ghiacciai alpini. Qui inizia il viaggio multisensoriale del Muse e l’immersione a tutto tondo nell’atmosfera montana: entrando nel tunnel “Esperienza glaciale” (immagine 3), ci si ritrova in volo sulle Alpi, attraverso la riproduzione sulle pareti di video paesaggistici mozzafiato. In seguito, la ricostruzione di un ghiacciaio (immagine 4) permette di riconoscere gli elementi che caratterizzano le dinamiche di questi ambienti.

4.pngNella sezione “Clima e organismi viventi”, è particolarmente d’impatto uno schermo su cui vengono raccontati, attraverso mappe e grafiche che si modificano nel tempo, le trasformazioni nei secoli di morfologie e dimensioni dei ghiacciai di tutto il mondo. Inoltre, sui tavoli tematici sono presenti carote di ghiaccio prelevate in Antartide, animazioni grafiche che ricostruiscono i dati metereologici del passato e modelli ingranditi di organismi adattati a vivere in condizioni estreme, analizzabili dal visitatore nei minimi dettagli.

L’ultimo reparto del piano, “Esplorazione e ricerca”, espone le più significative attrezzature per l’alpinismo e l’esplorazione estrema: ramponi, piccozze, corde, chiodi, manuali e macchine fotografiche.

5.pngParticolarmente curioso troviamo inoltre uno strumento interattivo (immagine 5) attraverso il quale il visitatore può scoprire le differenti simmetrie di un cristallo di neve, dopo avere inserito tra due pareti specchiate lo “spicchio” triangolare corrispondente a un particolare tipo di cristallo.

Proseguendo l’esperienza di visita si giunge al terzo piano: “Natura Alpina”.

Entrando nel “Labirinto della biodiversità alpina”, il visitatore è immerso in una galleria che propone una serie di immagini a grandi dim6.pngensioni di ambienti montani, che mirano a
far rivivere le emozioni provate in natura. L’allestimento è ricco di acquari virtuali e animali selvatici tassidermizzati (immagine 6), dei quali è possibile ascoltare versi e richiami.

Nella sezione “Cambiare con le stagioni” è di particolare interesse uno schermo interattivo sul quale appare la scritta ≪Mi ricordo un fiore…≫, che permette di riconoscere un tipo di fiore tramite  alcuni filtri come colore, struttura e forma: una sorta di “Shazam” floreale.

7.pngAl secondo piano troviamo particolarmente stimolante la sezione “Rischi ambientali e protezione civile”, nella quale viene riprodotta una postazione di controllo multimediale, che consente di mettersi nei panni della protezione civile e di capire come possono essere gestiti diversi tipi di rischio naturale. Qui sono inoltre presenti un plastico interattivo (immagine 7) che permette di comprendere e sperimentare l’evento di un’alluvione in montagna e un interessante meccanismo interattivo attraverso cui il fruitore controlla l’andamento di una valanga in relazione alla sua velocità.

8.pngAl primo piano, nella sezione “Sostenibilità e innovazione”, una grande sfera posta al centro della zona dedicata (immagine 8) offre videoanimazioni in tempo reale di cioè che succede sul nostro pianeta: tempeste atmosferiche, cambiamenti climatici, movimenti dei continenti, aumento della popolazione e molto altro. Le proiezioni possono essere regolate tramite un tablet dal personale del museo: circa 70 “didascalie viventi” istruite per fornire informazioni utili e disponibili per chiarimenti e approfondimenti.

Al piano terra troviamo “Maxi Ooh!”, un laboratorio sensoriale dedicato ai più piccoli, e una lunga serie di esperimenti scientifici adatti a tutti i tipi di pubblico.

Il piano interrato offre invece un percorso incentrato sulle prime forme di vita in acqua e sulla terra fino all’Homo Erectus e sul DNA umano.

9.pngUn passaggio al termine del percorso porta infine alla serra tropicale “Udzungwa” (immagine 9), una riproduzione di foresta pluviale con esemplari unici ed esclusivi che si sviluppa in un secondo edificio su una superficie di oltre 600 mq.

Il museo è unico nel suo genere, soprattutto per quanto riguarda la parte multimediale e interattiva: infatti, i target di riferimento principale sono famiglie e scolaresche, incuriosite dai numerosi laboratori interattivi e dalle attività educative rivolte proprio a loro. Tuttavia, proprio per questo motivo, il percorso di visita potrebbe essere poco adatto o difficilmente comprensibile a chi predilige una tipologia di visita tradizionale. È invece fortemente consigliato a chi vuole mettersi in gioco e sperimentare nuovi metodi di fruizione.

FERRARI MATILDE (10529852)

Gr.08

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