Touch Screen: il museo nel Terzo Millennio

Oggigiorno l’esperienza di visita museale cerca di farsi sempre più attrattiva, coinvolgente e di essere al passo con i tempi; per far sì che ciò possa accadere vi è spesso l’impiego del touch screen. Cerchiamo di capire un pò di cosa si tratta.

Lo schermo tattiletouch screen è un particolare dispositivo derivato dall’unione di uno schermo e di un digitalizzatore che permette all’utente di interagire mediante le dita o particolari oggetti. Uno schermo tattile è quindi allo stesso tempo un dispositivo di ingresso e di uscita (INPUT/OUTPUT).

Lo schermo tattile con le sue caratteristiche racchiude in sé le funzioni proprie dei classici dispositivi di input come la tastiera e il mouse. Ciò consente nella progettazione di apparecchi di piccole dimensioni di non dover dedicare spazio a tastiera o mouse  consentendo di avere uno schermo più ampio e un’interazione diretta tra utente e dispositivo senza sacrificare o aumentare le dimensioni del dispositivo.

Ciò che è quindi alla base del funzionamento di uno schermo tattile è la conduzione elettrica; per rendere quindi un normale schermo atto a tale funzione si fa, oggi, ricorso a particolari pellicole formate da ossido di indio-stagno. In futuro, dato che i giacimenti di indio e stagno sono in esaurimento, si farà probabilmente ricorso a un nuovo materiale: il grafene. Il grafene sarà utilizzato unitamente a cavi detti “Silver Nano” che hanno un’ottima flessibilità e hanno uno spessore 10.000 volte inferiore a quello di un capello. Uno schermo tattile, inoltre, non potrebbe funzionare se non fosse coadiuvato da un software gestionale in grado di interpretare i segnali derivati dallo schermo.

Uno schermo tattile può essere realizzato in varie dimensioni a seconda dell’utilizzo a cui è destinato (cellulari, tablet, tavoli interattivi, pannelli informativi, distributori automatici…) e sfruttando varie tecnologie:

  • Sensore magnetico: l’interazione avviene grazie al campo magnetico che si origina tra uno strumento (il pennino) e lo schermo;
  • Infrarossi:raggi di luce infrarossa sono proiettati secondo una disposizione a griglia sulla superficie dello schermo. Appoggiando il dito sullo schermo l’utente interrompe alcuni fasci orizzontali e alcuni fasci verticali consentendo così l’identificazione delle coordinate in cui è avvenuto il “contatto”;
  • Ottica: un sistema di videocamere individua la presenza di oggetti o dita che entrano in contatto con la superficie dello schermo; la tecnologia di tipo ottico consente, a differenza della tecnologia infrarossi, il riconoscimento avanzato degli oggetti che interagiscono con la superficie dello schermo;
  • Schermo resistivo: il digitalizzatore è composto da due strati di materiale conduttivo che, nel momento in cui un oggetto viene premuto sullo schermo, entrano in contatto permettendo al dispositivo di determinare la posizione dell’oggetto;
  • Schermo capacitivo: il digitalizzatore capacitivo sfrutta la variazione di capacità dielettrica dei condensatori sul vetro del dispositivo, che viene ricoperto da un sottile strato di ossido metallico sulla parte esterna. Ai quattro angoli del pannello viene applicata una tensione che si propaga uniformemente sulla superficie dello schermo; quando il dito o un materiale conduttore di elettricità tocca lo schermo avviene una variazione di capacità superficiale che viene letta da una matrice di condensatori posizionati su un pannello posto sotto la superficie del vetro.

Esistono anche alcuni particolari schermi tattili, definiti multi-touch, capaci di riconoscere la presenza di più dita o oggetti presenti contemporaneamente sullo schermo.

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