Lo sci Persenico ai piedi del “Re Silenzioso”

Lo sci Persenico nasce a inizio secolo grazie all’artigiano Raimondo Persenico, il quale apre in Valtellina una fabbrica di sci alpini, bastoni da sci e racchette da neve realizzati in castagno e bambù. Dopo alcuni anni di attività il nome si diffonde grazie al modello per agonismo “Derby 020”, prodotto a mano seguendo i vecchi sistemi artigianali, i quali suscitano l’interesse di una multinazionale americana. Passata di proprietà alla Questor, la fabbrica diventa popolare tanto da poter produrre delle attrezzature per la nazionale italiana di sci, in particolare per Gustav Thoeni. Egli nel 1970 vince la prima gara e il marchio, ormai diventato Spalding, si trasforma davvero in un’industria, grazie a vere e proprie sponsorizzazioni tecniche, ampiamente ripagate dagli aumenti delle vendite dell’attrezzatura. Dopo alti e bassi e cambi di proprietà, la Spalding torna al successo grazie all’invenzione dello snowboard.

Il settore dello sci subisce un forte incremento sia in ambito sportivo agonistico che in ambito amatoriale. Ciò è dovuto ai numerosi successi italiani, ma soprattutto grazie alle vittorie del “Re silenzioso” Thoeni. Egli è rimasto nella storia dello sci, oltre che per i suoi numerosi trionfi, anche per una serie di primati nazionali: è stato il primo italiano a vincere una gara di coppa del mondo, di slalom speciale e di slalom gigante. Grande sciatore dalle spiccate qualità tecniche, inventò il “passo spinto” per lo sci di fondo e contribuì alla diffusione e alla popolarità dello sci alpino in Italia sia come pratica sia come seguito televisivo. Dopo numerosi anni di successo si ritira dall’attività agonistica per intraprende quella di allenatore. In questi panni si ritrova ad allenare Alberto Tomba e la nazionale italiana. I successi non mancano nemmeno in questa avventura, tanto da essere nominato portatore della bandiera olimpica nella cerimonia di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Attualmente gestisce l’albergo di famiglia, all’interno del quale si può vedere la collezione dei suoi trofei.

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