Comunicare la cultura

Il 20 febbraio 2006 fu emanata la Legge n. 77. Una legge fondamentale che, per la prima volta stabiliva normativamente che i siti UNESCO, per la loro unicità, sono punti di eccellenza del Patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano, nonché elementi fondanti della rappresentazione del nostro Paese a livello internazionale.

La valorizzazione del patrimonio culturale statale consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina di tutte quelle attività a cura dell’Amministrazione dei Beni Culturali volte a promuovere la conoscenza del patrimonio nazionale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione del patrimonio stesso ad ogni tipo di pubblico, al fine di incentivare lo sviluppo della cultura.

La valorizzazione comprende, inoltre, finalità educative di stretto collegamento con il patrimonio, al fine di migliorare le condizioni di conoscenza e, conseguentemente, anche di conservazione dei beni culturali e ambientali, incrementandone la fruibilità.

 

Catania Living Lab

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Il team di ricercatori e specialisti dell’IBAM, del Catania Living Lab, del Laboratorio di Archeologia Immersiva e Multimedia (LAIM) dell’Istituto catanese del CNR, offre l’opportunità di rivivere la storia e le fasi salienti di un luogo ormai nascosto nel cuore di Catania, un monumento completamente inghiottito nel tessuto urbano di una città moderna, dinamica e in continua crescita.

Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia per la valorizzazione e fruizione dei beni culturali e una ricca programmazione di iniziative, eventi e appuntamenti, l’Anfiteatro romano di Catania si sta trasformando in un centro attrattivo e propulsivo di grandi opportunità per l’intera comunità, favorendo una migliore percezione della bellezza storica e monumentale di uno dei luoghi simbolo della città etnea.

Tra le iniziative, un tour virtuale che permette di vivere un’esperienza immersiva in cui esplorare anche i settori inaccessibili, in compagnia di specialisti del settore per rivivere l’atmosfera dell’antica città grazie anche alla proiezione del docu-video, in sito, della ricostruzione virtuale dell’anfiteatro catanese.

 

 

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(Esempio di comunicazione attraverso i Social)

 

Oggi il museo, accanto alla sua consueta dimensione di luogo per eccellenza della salvaguardia del patrimonio culturale, sta assumendo una nuova missione, divenendo un’importante struttura educativa, in grado di corrispondere alle richieste non solo di quelli che abitualmente sono “consumatori” di cultura, ma soprattutto di coloro che, per un motivo o per l’altro, non hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi alla conoscenza. Sempre più frequentemente infatti, si sente parlare di didattica museale.

 

La scuola adotta un monumento

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Nato a Napoli nel dicembre 1992 su iniziativa della Fondazione Napoli Novantanove, insieme al Provveditorato agli Studi e le Soprintendenze, è un progetto di educazione permanente al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e più in generale dell’ambiente. Il progetto muove dal riconoscimento della centralità della scuola nella formazione della cultura e dei comportamenti dei cittadini ed individua nelle giovani generazioni il soggetto privilegiato per l’affermazione di una nuova consapevolezza del bene culturale.

Adottare un monumento non significa solo conoscerlo ma anche prenderlo sotto tutela spirituale e dunque sottrarlo all’oblio e al degrado, averne cura, tutelarne la conservazione, diffonderne la conoscenza, promuoverne la valorizzazione. Il lavoro dell’adozione ha permesso ai giovani di “riconquistare”, innanzitutto alla conoscenza ma talvolta anche all’uso spazi importanti della città, di tipo fisico, culturale e spirituale insieme.

 

 

Al museo con… Patrimoni narrati per musei accoglienti

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Applicazione mobile presentata da Vito Lattanzi, Direttore Etnoantropologo e Responsabile Servizi Educativi del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma in collaborazione con il Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci.

Il progetto è nato con l’obiettivo di sperimentare e promuovere un modello di fruizione alternativo a quello delle consuete visite guidate alle collezioni.

Con la metodologia dello storytelling sono stati costruiti alcuni percorsi di visita tematici, narrati da personaggi rappresentativi di particolari categorie di pubblico (studenti, artisti, migranti, rifugiati, disabili, esperti). Il prodotto realizzato sfrutta le potenzialità offerte dal tablet (contenuti aggiuntivi, glossari, approfondimenti audio-video) e dalla cosiddetta realtà aumentata per favorire nel pubblico un approccio immersivo e multifocale.

Il visitatore può richiedere il tablet presso l’info-point dei due musei o scaricare l’applicazione “Al museo con” via wifi. Il dispositivo gli permette di accedere a sei percorsi tematici. Molti i punti di forza di questa esperienza: collaborazione tra due musei nazionali che non avevano sinora condiviso attività rivolte alla valorizzazione; natura multidisciplinare delle competenze esterne coinvolte in qualità di esperti e mediatori; costruzione di un partenariato ampio e differenziato; adozione di un approccio narrativo nella comunicazione museale; impiego funzionale e contestuale dei mezzi tecnologici.

 

“Un paese senza ricerca e senza cultura è un paese che è destinato a diventare sottosviluppato”

Margherita Hack

 

 

 

Blibliografia:

  • “Comunicare i beni culturali”, Livio Zerbini, Aracne editore, 2008

Sitografia:

  • lascuolaadottaunmonumento.it
  • beniculturali.it
  • archeomatica.it

Cristiana Grasso, gruppo 05 – Comunicazione dei beni culturali

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