La tecnologia tra comunicazione e cultura

Comunicare i beni culturali significa renderne accessibili e comprensibili i valori a fasce sempre più ampie di cittadini, mettendo al centro il visitatore e progettando esperienze di visita creative e partecipative.

La comunicazione rappresenta senza dubbio uno degli aspetti che caratterizza la nostra società, tanto che potremmo parlare di una vera e propria civiltà della comunicazione. Negli ultimi anni l’ambito della comunicazione è stato stravolto da numerose innovazioni ed applicazioni tecnologiche che hanno mutato radicalmente i nostri comportamenti, consentendoci di comunicare e di ricevere informazioni “in tempo reale” col resto del mondo, in una vera e propria dimensione di “villaggio globale”. Tecniche di digitalizzazione di contenuti e modalità multimediali/multimodali di accesso alle informazioni hanno ridefinito completamente spazi e tempi sia della trasmissione che della fruizione della conoscenza. 

Se l’importanza della comunicazione, in tutte le sue ramificazioni, è un dato ormai acquisito per molti ambiti, ci sono ancora molte potenzialità inespresse nell’area della comunicazione dei beni culturali. In tal modo, i beni culturali, che avrebbero potuto trarre notevole beneficio da uno stretto rapporto con la comunicazione, ne sono rimasti invece molto spesso preclusi, concorrendo ancora di più a diffondere quella immagine di alterità con cui solitamente sono percepiti.

Abbiamo però alcuni esempi interessanti relativi alle pratiche di comunicazione di beni culturali nel territorio italiano, che dimostrano un progressivo interesse verso queste tematiche e il desiderio di rimanere al passo coi tempi e le nuove esigenze della società.

Il primo caso che si vuole analizzare è quello della grande mostra multimediale “Van Gogh Alive – The Experience”, dedicata al pittore olandese e attualmente allestita a Roma, nel Palazzo degli Esami. Grazie a proiettori ad alta definizione ed una grafica multi canale sincronizzata con una potente colonna sonora, l’intero spazio si anima di vita propria e consente al fruitore di immergersi completamente nei colori vibranti e nei forti dettagli che caratterizzano lo stile unico di Van Gogh. Nonostante non sia presente l’aspetto pittorico vero e proprio, è interessante notare come questo tipo di tecnologia riesca ad enfatizzare i contenuti caricandoli di significato e ridimensionando lo spazio. L’utente è emotivamente coinvolto in quest’esperienza, e l’immersione è tale da chiamare in causa tutti i sensi, non solo quello della vista. È inoltre presente un allestimento che simula il celebre dipinto “La camera di Vincent ad Arles”: in questo caso, anche senza l’uso della tecnologia, il passaggio dall’immagine bidimensionale del quadro allo spazio tridimensionale, con oggetti e dettagli rappresentati nelle loro proporzioni e dimensioni reali, provoca una reazione di curiosità e stupore nel fruitore, che può diventare lui stesso protagonista del quadro instaurando un contatto intimo con l’artista, in quanto suo “ospite”.

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Il secondo esempio si trova invece nella Reggia della Venaria Reale, capolavoro dell’architettura barocca a pochi chilometri da Torino. Qui l’artista Peter Greenaway realizza una video-installazione multimediale chiamata “Peopling the Palaces at Venaria Reale”, dislocata e proiettata in diverse stanze della Reggia. Sono ricostruiti cinque ambienti differenti: l’entrata a palazzo con dieci personaggi che introducono il visitatore nel contesto di corte, le cucine rumorose gestite da un cuoco prepotente, gli appartamenti privati dove le damigelle chiacchierano sulle vicende amorose interne, la sala di caccia con cavalli e cavalieri e infine le sale di rappresentanza, dove la corte avanza a ritmo di musica sfidando i pettegolezzi dei cortigiani. Le stanze sono animate da personaggi del passato re-interpretati da attori italiani, in un gioco di suoni, luci e rumori. Si tratta di un viaggio nel tempo, evocativo delle atmosfere e della vita licenziosa di corte.

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L’ultimo esempio proposto non è un museo, né una mostra, né un film, ma piuttosto un racconto sulla storia della rinascita e della ricostruzione di Cassino, in provincia di Frosinone, che durante i bombardamenti del 1944 fu in gran parte rasa al suolo. L’artista che ha lavorato a questo progetto è Carlo Rambaldi, un personaggio di rilievo in campo cinematografico, esperto in effetti speciali e comunicazione multimediale. L’allestimento prende il nome di “Historiale”, e si articola nello spazio dell’ex-mattatoio comunale della città. L’impatto emotivo sul fruitore è molto forte, in quanto egli è protagonista diretto dell’orrore vissuto dalla popolazione del luogo, grazie a monitor, proiettori, casse acustiche e sistemi di luci che coprono l’intero percorso espositivo. Totem informativi “parlanti” e “teatri ottici” ricreano ambienti e situazioni di guerra creando un’atmosfera densa di significato. Niente meglio delle parole dell’artista possono descrivere quest’opera suis generis:”La sfida […] è quella di creare un allestimento storico capace di comunicare, raccontare in modo suggestivo e coinvolgente, i drammatici eventi di questo territorio e la sua rinascita. Abbiamo voluto portare all’attenzione nazionale il significato e la rilevanza di questi avvenimenti che trascendono il territorio locale, pur costituendo un omaggio alla memoria della popolazione e dei tanti caduti del conflitto. Nell’”Historiale” le tecniche e le tecnologie impiegate sono al servizio della storia e la contaminazione dei linguaggi – quello del cinema, delle arti visive e della comunicazione – ha lo scopo di presentare con efficacia e con codici più aderenti alla sensibilità del nostro tempo questa storia drammaticamente esemplare”.

historiale

Si tratta di tre casi studio molto diversi, ma che sono tutti accomunati dal desiderio di instaurare una stretta relazione tra tecnologia digitale e comunicazione dei Beni Culturali, mirando ad una estensione pluri-direzionale dell’offerta culturale e ponendo l’enfasi sull’indagine introspettiva del fruitore, in quanto creatore egli stesso di contenuti.

A cura di Bassan Giulia

SITOGRAFIA 

http://www.associazioneseraf.it/museo/scheda_aggiornamento.html?cod_museo=31&cod_aggiornamento=39

http://www.con-fine.com/artmagazine/beni-culturali-cosa-sono-come-comunicarli/

http://www.fctp.it/movie_item.php?id=225

http://www.storiainrete.com/7120/rassegna-stampa-italiana/addio-carlo-rambaldi-ricordiamolo-anche-per-lhistoriale-di-cassino/

http://www.vangoghroma.it

BIBLIOGRAFIA

“Comunicare i beni culturali”, Livio Zerbini, Aracne, 2008

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