Allestimenti a confronto

Esistono diversi tipi di allestimenti museali, i quali variano in base alle scelte espositive che ogni museo adotta. Esso deve servirsi del tipo di allestimento che ritiene più funzionale per trasmettere i propri contenuti, tenendo comunque presente però che le scelte espositive adottate sperimentino nuove vie per comunicare con il pubblico e che agevolino il percorso di visita adottando soluzioni studiate per i diversi aspetti dell’accessibilità. Di seguito riporterò due casi che mostrano approcci allestitivi differenti ma entrambi funzionali.

Il primo è il Galata Museo del Mare di Genova che, diversi anni fa, ha inaugurato al terzo piano la sezione permanente MEM Memoria e Migrazioni in cui si racconta l’emigrazione italiana via mare: dall’imbarco e la traversata sulla nave, all’arrivo in America,  fino alla recente immigrazione straniera verso l’Italia. Questo museo può essere definito recettivo e sensibile, in quanto risponde ai movimenti involontari e ai gesti volontari dei fruitori. La tecnologia utilizzata è mostrata e visibile, ciò rende i visitatori consapevoli che ci sono dei dispositivi con i quali bisogna interagire.

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Galata Museo del Mare, Genova

La mostra è disposta su 1200 metri quadrati e con l’ausilio di oltre 40 postazioni multimediali, molte delle quali interattive, racconta come le migrazioni hanno segnato e continuano a segnare la società italiana. L’allestimento è distribuito in otto sale e il percorso deve essere effettuato secondo un criterio preciso seguendo le tappe in ordine cronologico. Questo inizia con la ricostruzione ideale di una casa contadina di metà Ottocento: su un tavolo si aprono virtualmente le “lettere di chiamata”, ovvero le missive che i parenti già all’estero inviavano ai familiari. In seguito Il visitatore-migrante viene invitato a ritirare il passaporto interattivo e il biglietto per iniziare la sua avventura. Lo scopo di questo viaggio che parte dalla stazione Principe, punto di raccolta dei migranti, è quello di far rivivere al visitatore il percorso migratorio di 29 milioni di italiani dalla fine del 1800 ai primi del 1900. Per fare questo si è ricostruito un pezzo del centro storico di Genova, con facciate dipinte e vicoli stretti, con le botteghe e i suoi virtuali abitanti che si affacciano e interloquiscono con il visitatore.

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Galata Museo del Mare, Genova

Il percorso migratorio prosegue nella Stazione Marittima in cui il visitatore, presentandosi al doganiere, altra postazione multimediale, con il passaporto che gli è stato consegnato all’inizio della mostra, viene informato sul suo nome e sulla sua età: sarà uno dei venti emigranti italiani, realmente vissuti, dei quali è stata ricostruita la storia. In seguito i visitatori si “imbarcano” su un piroscafo percorrendo una passerella di legno. La ricostruzione dell’interno dell’imbarcazione è molto suggestiva, la visita a bordo è raccontata attraverso dialoghi, monologhi e racconti, desunti dalle lettere e dagli scritti degli emigranti. Il viaggio nelle viscere della nave finisce con lo sbarco nelle tre destinazioni principali dell’emigrazione italiana: l’Argentina, il Brasile e gli Stati Uniti. Da qui il fruitore è chiamato a rispondere a domande fatte da personaggi virtuali e sottoporsi a diversi test psicologici che simulano quelli che si facevano all’epoca per poter entrare nel paese.

Nell’ottava sala vi è uno dei momenti più significativi dell’esposizione rappresentato dal “barcone” di Lampedusa, una delle prime imbarcazioni cariche di profughi giunte sulle coste italiane. In questa sezione vengono proiettate le immagini dei salvataggi in mare e degli arrivi, le voci e le testimonianze raccolte dai giornalisti. Il  viaggio infine si conclude con una serie di nicchie rosse come dei “confessionali” in cui su degli schermi appare un quiz- sondaggio in dieci domande come spunto di riflessione sul mondo.

Il secondo caso è il Tom Tits Experiment a Södertälje, in Svezia, museo che permette alle persone di ogni età di scoprire ed imparare le scienze attraverso l’attività pratica del fare. La mostra è disposta su quattro piani e in un giardino esterno in cui vi sono esperimenti di vario genere, da provare in prima persona, per scoprire: la fisica, la matematica, la biologia e molto altro.

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Tom Tits Experiment, Svezia

La mostra non ha un criterio di percorrenza, ogni esperimento può essere effettuato in qualsiasi ordine, quindi la visita è libera e non guidata al contrario di quella del Galata Museo del Mare, in cui il percorso è scandito da tappe ordinate. All’interno dell’edificio vi sono diversi accessi alle sale, tre rampe di scale e una scala esterna, questo layout incoraggia l’esplorazione personale e lascia che ogni visitatore scelga il proprio percorso. Inoltre tutte le attrazioni, accompagnate solo da una breve didascalia di spiegazione, possono essere toccate liberamente e ogni visitatore può sperimentarle a suo modo, stimolando così la curiosità e la creatività personale.

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Tom Tits Experiment, Svezia

Sui diversi piani vi sono esperimenti di ogni genere come per esempio: caricare una batteria con la sola energia del corpo, costruire un ponte che sorregga il proprio peso, camminare su uno schermo interattivo in cui vi sono riprodotti l’acqua e i pesci che si spostano in base ai movimenti fatti dal visitatore ecc. Come l’interno dell’edificio, la natura labirintica dello spazio giardino permette al fruitore di personalizzare la propria esperienza. Gli spazi esterni sono molto curati e combinano un paesaggio naturale con attrazioni stravaganti, come un motore a reazione che simula venti di burrasca.

Sara Pejretti

 

SITOGRAFIA:

http://www.memoriaemigrazioni.it/prt_page.asp?idSez=38

http://www.tuttostoria.net/musei-storici.aspx

http://tinkering.exploratorium.edu/tinkering/2013/06/25/tom-tits-experiment-surprises-and-inspiration

http://www.tomtit.se/experiment/#Plan3

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