Comunicazione dei Beni Culturali: Un mezzo al servizio dell’umanità

Come si legge nelle Linee Guida per la Comunicazione nei Musei …. del MIBAC ….[1] “I musei non sono un fine in sé stessi, ma un mezzo al servizio dell’umanità”[2] …. La cultura è parte integrante del passato e della memoria di un territorio, è strumento di creazione di identità e di crescita personale, motore di creatività e innovazione, ed è anche stata indicata in anni recenti come mezzo per la creazione di società più coese, per favorire processi di integrazione sociale,[3] e per il rafforzamento dei processi di apprendimento permanente in contesti non formali.… [4]

Nello stesso testo si legge infatti, che il radicamento con il territorio e la cultura come espressione di una comunità o di incontro fra varie culture sono alla base del concetto di Patrimonio Culturale, ma il contesto geografico e storico e gli altri fattori che producono quel prodotto culturale non sono facilmente sostituibili o ricostruibili. Nonostante ciò i beni culturali sono un bene dell’umanità e dovrebbero essere effettivamente fruibili da parte di tutto il pubblico.

Ancora nello stesso testo, si legge come la Commissione Europea consideri questo come un elemento fondamentale per l’unità dell’Unione Europea “… “Il patrimonio culturale, materiale e immateriale, dell’Europa è la nostra ricchezza comune: il retaggio delle generazioni di europei che ci hanno preceduto è il nostro lascito ai posteri.

Si tratta di un patrimonio di conoscenze insostituibile e di una risorsa preziosa per la crescita economica, l’occupazione e la coesione sociale, che arricchisce la vita di centinaia di milioni di persone, è fonte di ispirazione per pensatori e artisti e forza trainante per le nostre industrie culturali e creative”. …”[5]

Negli ultimi vent’ anni, e con l’avvento dei mezzi multimediali, tutto il settore sta acquisendo anche una valenza economica, vantaggiosa anche per la sua salvaguardia.

I sistemi, le tecnologie digitali e tutte le nuove frontiere dei media hanno dato un enorme impulso a tutto questo. Dalle semplici fotografie siamo passati ai video e in seguito alle ricostruzioni 3D fino alla realtà virtuale che interessa sempre di più tutti i diversi tipi di fruitori, che saranno invogliati da questa ricchezza di immagini e rappresentazioni virtuali a visitare con maggiore attenzione il bene culturale oggetto della rappresentazione.

Ho preso in considerazione due casi studio: il Walker Art Center di Minneapolis[6] e gli Scavi Archeologici di Pompei[7], avendo riscontrato in questi due esempi un valido modo di comunicare il bene culturale.

La valutazione è stata realizzata considerando solo il WEB come mezzo di indagine, e verificando poi alcuni parametri che ritengo siano quelli più comuni utilizzati da chi esegue questi ricerche sul web, per scopi turistici o di studio.

Gli elementi che ho valutato sono i seguenti:

  • parole chiave/tags (in quanto a semplicità e varietà di questi elementi di collegamento)
  • pubblicità su internet e spazi pubblicitari all’aperto
  • social media
  • qualità della informazione (cosa e come viene trasmesso)
  • raggiungimento o meno dei diversi tipi di fruitori

Gli esempi presi in questione sono di due tipologie completamente diverse, il primo (Walker Art Center) riguarda l’arte all’interno di un museo, quindi ha una rappresentazione più semplice per ciò che riguarda lo sviluppo su piattaforme multimediali, mentre il secondo (Scavi di Pompei) è un sito archeologico e quindi un luogo aperto, molto ampio e complesso, in cui la difficoltà maggiore è certamente offrire ai visitatori informazioni esaurienti durante la visita, mentre attraverso il sito web, la varietà e la complessità, sono risolte in maniera facilmente intellegibile.

Il Walker Art Center è un museo d’arte contemporanea, nella più vasta accezione del termine, dove l’arte trova espressione in tutte le sue forme. È un luogo dove si possono vedere, ascoltare e seguire tutti i migliori artisti contemporanei. Il centro si compone di vari edifici e spazi all’aperto, dove le opere e gli eventi sono illustrati in modo esauriente ed interattivo, per ogni tipo di pubblico. Il centro è molto ben strutturato dal punto di vista informatico e ha ottime pagine sui social media, come Facebook che ha quasi funzione di sito web, o Instagram con oltre settantamila followers.

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Istallazione della mostra “Dance Works I”: Merce Cunningham/Robert Rauschenberg, Walker Art Center, 2011.

Per quanto riguarda il sito archeologico di Pompei, oltre alla normale visita alla città antica, si possono al suo interno visitare mostre e frequentare spettacoli musicali o di teatro. Anche Pompei ha valide pagine sui vari social networks, ma oltre a questo la città archeologica sorge in un’area geografica di per sé già molto importante e conosciuta nel mondo intero, alla quale sono dedicate una quantità di iniziative pubblicitarie, sia virtuali che editoriali, con molteplici pubblicazioni sulle migliori riviste scientifiche e turistiche.

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Affresco raffigurante Marte e Venere: Pompei, Casa di Marte e Venere, VII, 9, 47, metà I sec. d.C.

In conclusione per la comunicazione dei beni culturali, è importante riuscire a prevedere le possibili domande dei visitatori e far si che si sviluppi l’interesse a visitare il sito vero e proprio, senza fermarsi alla semplice conoscenza scritta o virtuale.

Arturo Giordano

 

Bibliografia:

[1]   C. Da Milano, E. Sciacchitano. http://musei.beniculturali.it/wp-content/uploads/2016/04/Linee-guida-comunicazione.PDF.pdf

[2]   A. Wittlin, Museums: in search of a useable future, Cambridge, Mass. and London, MIT Press 1970.

[3]   C. Da Milano, “Il ruolo delle politiche culturali nella lotta all’esclusione sociale in Europa e in Italia”, in A.M.

Pecci (a cura di), Patrimoni in migrazione. Accessibilità, partecipazione, mediazione interculturale nei musei, Milano, Franco Angeli 2009.

[4]   K. Gibbs, M. Sani, J. Thompson (a cura di), Musei e apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Un manuale europeo, Ferrara, EDISAI 2007.

[5]   Comunicazione della Commissione europea, Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l’Europa Bruxelles, 22.7.2014 COM(2014) 477 final

Sitografia:

[6]    http://www.walkerart.org/

[7]    http://www.pompeiisites.org/index.jsp?idProgetto=1

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