Giochi e stravaganze

Il successo di un museo dipende da diversi fattori:

  • La strutturazione dell’offerta museale
  • La promozione dell’offerta museale
  • La facilità che gli utenti trovano nella prenotazione della visita
  • La visita stessa
  • La capacità del museo di fidelizzare il visitatore

Tutti questi fattori sono estremamente collegati all’allestimento del museo.

Attraverso il sapiente utilizzo di alcuni accorgimenti allestitivi un museo deve infatti garantire una maggiore affluenza, rendere partecipe il fruitore e invogliarlo a tornarci.

I due musei di fama mondiale che vorrei analizzare nell’articolo sono il museo di H.R. Giger in Svizzera e il museo di Salvador Dalì in Spagna che, nonostante possano sembrare apparentemente agli antipodi hanno molti più punti in comune di quello che potremmo pensare.

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Il museo di H.R Giger, fu fondato nel 1988 nel Castello di St. Germain in Svizzera e vanta un grossissimo afflusso di visitatori ogni anno grazie alle sue ambientazioni surreali e stravaganti.

Quando l’artista svizzero vinse l’Oscar per i migliori effetti speciali con il suo mostro “Alien”, protagonista dell’omonimo film, acquistò il grazioso Castello nel cuore della pittoresca cittadina di Gruyères nel Cantone di Friburgo.

L’atmosfera ricreata al suo interno, fantastica e del tutto trasgressiva, avvolge tutte le stanze in cui sono esposte le scenografie cinematografiche. I quadri realizzati a mano,  le sculture con sembianze surreali e addirittura i mobili e le architetture dell’edificio fanno vivere al visitatore un’esperienza unica e inusuale. All’interno si trova un bar in totale stile “Alien”: la volta della stanza è interamente decorata con ossa finte e gli scaffali ricamati con teschi e ogni dettaglio è accuratamente studiato per proiettare il visitatore in un mondo parallelo sorseggiando un drink.

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Ambientazione completamente diversa ma di altrettanta stravaganza è il Museo di Salvador Dalì a Figueres Spagna, cittadina di nascita del celebre artista.

L’edificio, originariamente un teatro distrutto dalle fiamme della Guerra Civile Spagnola, è stato scelto da Dalì in persona il quale collaborò all’intero allestimento espositivo ricreando ambienti degni della sua arte del sogno.

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Già dal primo impatto il visitatore non potrà che farsi trasportare in ambientazioni fuori dal comune: l’esterno è decorato con gessi a forma di pane Catalano, manichini dorati e uova giganti.

Una volta entrati le opere interagiscono con il visitatore permettendogli di scoprire man mano i segreti illusori come ad esempio un grande dipinto che sembra composto da tante figure della Venere di Milo ma che osservato attentamente farà notare il volto di Abraham Lincoln oppure il famosissimo salotto che, giocando con la prospettiva e le forme dei mobili, rivela il volto dell’attrice Mae West.

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Un museo divertente e coinvolgente che ha riscosso un grandissimo successo tanto da diventare il secondo museo più visitato della Spagna.

Entrambi i musei si pongono l’obiettivo di meravigliare l’osservatore, distaccandosi da qualsiasi altro museo al mondo. Le scenografie sia esterne che interne creano ambientazioni fantastiche e coinvolgenti.

Sicuramente gran parte del successo di questi due musei è dato dal contributo dei due artisti durante la fase di progettazione degli allestimenti.

Per entrambi si nota una cura maniacale dei dettagli, nulla è lasciato al caso, ogni finitura arricchisce l’architettura creando un intimo contatto  visitatore-artista.

Grande importanza è stata data alla luce: nel primo museo la bassa illuminazione scelta, crea ambientazioni cupe e inquietanti volte a enfatizzare le decorazioni permettendo al visitatore di ammirare ogni singolo dettaglio. Nel caso del secondo museo troviamo un’illuminazione più decisa, strategicamente studiata per ricreare illusioni e giochi prospettici. In alcuni musei, infatti, il fattore “illuminazione” non è calcolato a dovere: bagliori nei quadri, sculture con illuminazioni troppo intense e una serie di altre problematiche portano infatti il visitatore a non riuscire ad ammirare a pieno le opere esposte.

L’esperienza surreale è resa efficace dall’interattività di ogni stanza, dove il pubblico ha la costante sensazione di essere completamente coinvolto durante la visita. L’alternanza di opere tradizionali a scenografie fantastiche rende entrambi i musei parte integrante dell’opera stimolando l’approfondimento del pubblico interessato e suscitando al tempo stesso grande curiosità nel potenziale fruitore.

Maria Josè Rivadeneira

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