L’allestimento, “essenza” del museo.

L’articolo 101 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di “Codice dei beni culturali e del paesaggio” definisce il museo come «struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio».

Esistono per cui varie tipologie di musei a seconda della tipologia dei beni trattati: musei d’arte, musei archeologici, musei di storia naturale, acquari, musei marittimi, musei di scienza e tecnologia, musei di guerra, musei all’aperto, musei legati a un particolare territorio/ambiente.

Il museo può anche essere descritto come un ambiente in cui diverse manifestazioni espressive corrispondono ad unico piano di contenuto. Infatti un museo è costituito oltre che dai beni in esposizione, da un involucro architettonico, da un allestimento, dai cataloghi e dai visitatori. Tutti questi elementi concorrono a creare un insieme omogeneo e coerente.

Per quanto riguarda l’aspetto architettonico degli allestimenti museali si possono riscontrare nei vari casi principalmente due tendenze: la prima è quella che utilizza strutture appositamente realizzate, molto complesse ed innovative realizzate da architetti di grande fama; la seconda è quella che reimpiega edifici storici (con funzioni originariamente differenti) e li adatta ai fini espositivi.

In questo articolo saranno descritti ed approfonditi due casi simbolo per ciascuna delle due categorie architettonica: il MAXXI di Roma e il Musée d’Orsay di Parigi.

MAXXI | MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXII SECOLO – ROMA

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Esterno | MAXXI – Roma

Il MAXXI è la prima istituzione nazionale dedicata al mondo  contemporaneo. Il MAXXI è organizzato in quattro dipartimenti: Architettura; Arte; Ricerca, Educazione, FormazioneSviluppo. La programmazione delle attività quali mostre, workshop, convegni, laboratori, spettacoli, proiezioni, progetti formativi fa del MAXXI non solo luogo di conservazione ed esposizione del patrimonio ma anche un laboratorio di sperimentazione e innovazione culturale, di studio, ricerca e produzione di contenuti estetici del nostro tempo.

Il MAXXI ha sede nel quartiere Flaminio di Roma nel grande edificio progettato da Zaha Hadid.

Il progetto dell’edificio è stato selezionato tramite un concorso internazionale bandito dal Ministro per i Beni Culturali nel 1998. Il progetto vincitore è stato quello dell’architetto Zaha Hadid.

Punti caratterizzanti del progetto di Zaha Hadid, realizzato dal 2003 al 2009, sono la capacità di integrarsi nel tessuto urbano e l’aspetto innovativo dell’architettura. L’edificio è formato da vari volumi, da pareti curvilinee, da piani a differenti quote che si intrecciano creando uno spazio complesso che i visitatori possono attraversare seguendo percorsi sempre diversi e spontanei. Il materiale predominante è il cemento utilizzato dalla pavimentazione in massetto di cemento lucidato sino alle coperture in cemento fibrorinforzato; sono utilizzati anche vetro ed acciaio. L’interno è caratterizzato da gallerie, spazi concavi e convessi che creano ambienti particolari e che danno senso di dinamismo.

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Particolare degli spazi interni | MAXXI – Roma

Il visitatore può quindi esplorare liberamente lo spazio, seguendo un personale percorso. Infatti la stessa Hadid definisce il MAXXI come «un mondo nel quale tuffarsi, dove lasciarsi trascinare dalle derive direzionali» tracciate dalle gallerie e dal sistema di copertura. Nella hall, che ospita i servizi di accoglienza, il bookshop, la caffetteria e introduce all’Auditorium e alle varie gallerie, sono presenti delle scale autoportanti in metallo nero verniciato che evocano l’idea di movimento dell’intero edificio.

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Scale metalliche | MAXXI – Roma

Le pareti sono collegate alla sommità da travi sagomate trasversali, al di sopra delle quali delle “lame” sostengono i lucernari. Anche il sistema di copertura è altamente complesso e innovativo: è controllata la diffusione della luce naturale. Inoltre la copertura ospita anche dispositivi illuminotecnici e supporti utili alla ripartizione dello spazio espositivo.

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Particolare delle coperture | MAXXI – Roma

MUSÉE D’ORSAY – PARIGI

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Esterno | Musée d’Orsay – Parigi

È il più celebre e importante museo dedicato all’esposizione delle opere dell’Impressionismo e del post-Impressionismo.

Aperto al pubblico nel 1986, situato nel cuore di Parigi, lungo la Senna, il museo è posto all’interno della vecchia stazione d’Orsay, un edificio costruito per l’esposizione universale del 1900.

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La vecchia stazione di Orsay prima della trasformazione in museo

L’allestimento del museo è stato realizzato da Gae Aulenti.

In collaborazione con Piero Castiglioni (architetto delle luci) e altri architetti, Gae Aulenti ha creato un percorso espositivo che nonostante i vari volumi che costituiscono l’edificio appare unificato anche grazie al sapiente utilizzo della pietra calcarea chiara per il rivestimento dei pavimenti e delle pareti.

Il progetto di illuminazione sfrutta la luce naturale ed è coadiuvato da luci artificiali opportunamente disposte in modo da garantire le variazioni d’intensità luminosa richieste in funzione della diversità delle opere presentate.

Il percorso del museo è costituito da tre livelli principali: piano terra dove ci sono le sale distribuite da una parte all’altra del corridoio centrale; il piano ammezzato in cui ci sono delle terrazze che si affacciano sulla sala principale; il piano superiore.

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Sala Centrale | Musée d’Orsay – Parigi

Nei tre livelli sono esposte le opere; essi sono circondati da spazi che arricchiscono l’esperienza museale: il Pavillon Amont, i passaggi a vetri del grande timpano occidentale della stazione, il ristorante del museo il Café des Hauteurs, la libreria e l’auditorium.

Verso le fine del 2009, il museo d’Orsay dà il via ad un’opera di ristrutturazione museografica delle sue sale situate all’ultimo piano e a quella del Pavillon Amont. L’intervento è rivolto ad una migliore valorizzazione delle opere, ad un ampliamento delle superfici espositive, a un migliore deflusso del pubblico e più sicurezza. Oggetto dell’intervento sono stati l’illuminazione e i colori delle pareti.

Giovanni Mastrangelo

SITOGRAFIA

http://www.fondazionemaxxi.it/

http://www.musee-orsay.fr/

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