Campagne di Comunicazione e Beni Culturali

Come la pubblicità del FAI, che invita a provare lo stesso turbamento riservato alla tradizione culinaria per i luoghi d’interesse artistico e storico che sono lasciati al degrado, un buon piano di valorizzazione e comunicazione deve essere incentrato sui punti che collegano i luoghi stessi, le comunità insediate nel territorio e i fruitori.

Anche i beni culturali hanno bisogno di una buona campagna di comunicazione che aiuti quel dialogo tra beni e cittadini per renderli consapevoli di far parte di una comunità con un’identità comune che li aiuta a crescere.
La parola chiave è visibilità: ≪Se il patrimonio storico non entra in relazione con la gente […] parlando a tutti, rischia di morire, incapace di trasmettere senso e identità a una comunità ≫ spiega Paul Valery.

Per valorizzare l’offerta del nostro Paese si può ricorrere all’utilizzo di alcuni paradigmi visivi, che ci aiutano a creare quei contatti precedentemente citati; uno tra questi è quello della Spettacolarità e Seduttività, in linea con il nostro esame sulla campagna comunicativa e tendente all’adozione di un linguaggio che utilizza e fa propri termini e sistemi espressivi della pubblicità.
Quella che negli anni ’70 era nata come grafica di pubblica utilità e che aveva lo scopo di informare in modo corretto e socialmente etico il cittadino, si è trasformata nei giorni nostri accogliendo linguaggi più seduttivi e adottando un’immagine (composta da marchio, colori e font) che consentono la comunicazione con i fruitori.

È bene citare come esempio il sistema di infotainment utilizzato da Sabina Era per la valorizzazione del MAN (Museo d’Arte di Nuoro), questo sistema ha la capacità di comunicare al fruitore informazioni utili e necessarie adottando un linguaggio persuasivo, assimilandosi quasi alla pubblicità dei mass media e promuovendosi grazie all’utilizzo spregiudicato dell’iconografia affiancata a caratteri tipografici.
Gli elementi portanti del progetto di Era sono la comunicazione degli eventi e l’editoria: la prima viene affrontata per ogni singolo evento e utilizza un linguaggio più simile possibile a quello dell’advertising come a vendere un prodotto, la seconda ha invariato solo il formato del catalogo ed ogni pagina viene progettata ad hoc.

Un altro esempio, questa volta dedicato soprattutto ad un pubblico non adulto, è quello del Museo di Storia Naturale Grigore Antipa di Bucarest, dove la campagna pubblicitaria è strutturata con lo scopo di spingere i cittadini alla visita e alla conoscenza di questo museo facendo leva sull’aspetto storico in chiave contemporanea (ad esempio vengono usate delle barbie per simulare l’evoluzione della specie umana). Successivamente a questa è stata pensata una seconda campagna incentrata sulla luce prodotta dagli animali luminescenti.
Nel complesso è stata adottata la seduzione del messaggio pubblicitario affinchè sia pervenuto lo scopo del raggiungere una vasta porzione di utenza.

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Prendiamo spunto dal caso del Grigore Antipa, che da luogo della cultura si appresta a diventare luogo di intrattenimento, per parlare di un’istituzione culturale polivalente situata nel Beaubourg di Parigi: il Centre Georges Pompidou, in cui si mescolano e convivono le arti visuali, il teatro, la musica, la letteratura e perfino il cinema.
Con le sue multiple entrate, l’assenza di vere e proprie separazioni tra i vari spazi e con i suoi concetti di flessibilità è una delle icone del ventesimo secolo.

Il contenitore è importante quasi quanto il contenuto e viene proposto come logo del centro stesso utilizzando come elemento caratterizzante la lunga rampa di scale mobili che si snoda sulla facciata che a sua volta è un supporto per la comunicazione visiva.

≪ l’identità di un luogo culturale è fortemente determinata dal sito, dall’architettura, dalla programmazione e dal patrimonio in esso custodito ≫  dice Ruedi Baur, direttore artistico del progetto per l’identità visiva del G. Pompidou.
La frase ci introduce al paradigma della Parzialità che riduce all’iconografia l’architettura e che utilizza la singola parte per il tutto.

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Bruschi Federica

 

Bibliografia:

  • C. Ferrara,La comunicazione dei beni culturali: il progetto dell’identità visiva di musei, siti archeologici, luoghi della cultura, Milano, Lupetti- Editori di comunicazione

Sitografia:

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