Musei a confronto: interattività o tradizione?

Quando un visitatore termina una visita museale, ciò che più preme ai responsabili del museo e a chi si occupa della museologia e della museografia, è se quella visita abbia avuto su di esso un riscontro positivo, negativo oppure se l’esperienza appena terminata non l’abbia nemmeno toccato a livello emozionale e didattico. Nel caso in cui il fruitore non risulti soddisfatto bisogna capire quali sono i fattori, eventualmente da modificare, che hanno reso l’esperienza di percorso non del tutto soddisfacente. L’elemento più importante che determina la buona riuscita di un percorso museale è senza dubbio l’allestimento architettonico che viene scelto per presentare un determinato tipo di bene. Chi si occupa di museografia ha infatti un ruolo e una responsabilità rilevante in quanto il suo compito è quello di trovare una soluzione ottimale per la struttura architettonica, l’allestimento delle collezioni, le soluzioni espositive e gli spazi museali.
I musei raccolgono oggetti relativi a differenti settori della cultura, della scienza e della tecnica, ed è per questo motivo che ogni particolare raccolta di beni si distingue nell’allestimento tramite l’ideazione di una soluzione che più le si addice e che possa far risaltare l’opera esposta all’occhio dell’osservatore.

Per esaminare in maniera completa il tema dell’allestimento desidero analizzare due differenti tipologie di musei entrambe efficaci a livello comunicativo.

Museo Marittimo Nazionale Danese

Il mare è una risorsa di grande importanza per la storia e l’evoluzione della Danimarca e il nuovo Museo Marittimo Danese, inaugurato nel 2013, riflette il suo ruolo secolare e contemporaneo quale Nazione marittima con un innovativo concetto espositivo. Situata nel vecchio porto di Elsinora, piccola città a nord di Copenaghen, la nuova sede del Museo sorge in un contesto storico unico, adiacente ad uno degli edifici più importanti della Danimarca, il Castello di Kronborg, reso famoso in tutto il mondo da Shakespeare nel dramma dell’Amleto. Il tema progettuale è stato così quello di realizzare un’architettura di raccordo, capace di preservare la vista del maniero, conservando l’area della darsena in dismissione. Per rendere la struttura invisibile e sotterranea ma allo stesso tempo in grado di attrarre i visitatori lo studio di architettura BIG ha progettato la nuova sede dentro e intorno a un ex bacino di carenaggio a 8 m sotto il livello del mare.

big_danish_maritime_museum_huftoncrow_1_1Figura 1 Nuova sede del Museo Marittimo Danese costruita all’interno di un ex bacino di carenaggio di Elsinora. Sullo sfondo svetta il Castello shakespeariano di Kronborg

Una serie di tre passerelle a doppio livello abbraccia il bacino, servendo sia come collegamento urbano, sia come scorciatoia per raggiungere le diverse sezioni della struttura. Il sistema di passerelle superiore è costituito da elementi in granito che rimandano ai dissuasori navali e hanno lo scopo di impedire l’accesso alle auto.

La storia marittima danese si snoda in un continuo percorso all’interno delle gallerie espositive intorno alla darsena. Tutti i piani sono leggermente inclinati, creando spazi coinvolgenti e scultorei e collegando le aree espositive con l’auditorium, le aule, gli uffici, la caffetteria e il piano della banchina.

33983_lFigura 2 Interno del Museo Marittimo Danese

Nel museo sono esposti elementi legati al mondo dei marinai e strumenti per la navigazione oltre ai più affascinanti e ingegnosi modelli di imbarcazioni. Le esibizioni sono basate sull’interattività e il coinvolgimento: viene lasciato molto spazio alle esperienze visive tramite emozionanti scenografie e proiezioni video innovative. La curiosità del visitatore è dunque ampiamente soddisfatta e stimolata da un’estensiva proposta di installazioni e attività interattive e ludiche.

Museo del Louvre, Museo d’Orsay, British Museum, National Gallery

Sono tre i principali elementi che accomunano questi quattro musei. In primis sono tra i siti artistici più visitati al mondo; in secondo luogo, contengono tutti e quattro un patrimonio legato all’archeologia, all’arte pittorica e alla scultura; e infine, questi “templi sacri” dell’arte condividono la stessa logica allestitiva. Per quanto riguarda quest’ultimo fattore è evidente che l’allestimento dal punto di vista architettonico sia diverso e specifico per ognuno, tuttavia emerge come criterio comune  la logica che sta dietro l’allestimento che, di fatto, risulta la stessa per tutti e quattro i casi. Il principale elemento espositivo non è altro che l’opera stessa; il centro e il fulcro della museografia dei quattro casi studio si basa sul bene esposto in quanto tale. Non servono elementi aggiuntivi – che siano essi schermi, grafici, interazioni – a dare importanza all’opera, poiché essa per acquisire un senso, necessita soltanto di sé stessa tanto è grande il valore che detiene. L’allestimento è quindi progettato a porre il bene tangibile come elemento dominante nel contesto museale, e ciò può avvenire tramite pareti pulite e monocromatiche, luci ad effetto funzionali solo all’illuminazione dell’opera, spazi ampi dove poter camminare tra un fregio del Partenone e una Venere da ammirare a tutto tondo.

La maggior parte dei visitatori si lascia coinvolgere da una simile soluzione espositiva così semplice ma allo stesso tempo brillante che, anche se tradizionale, continua di anno in anno a meravigliare centinaia di migliaia di persone grazie alla bellezza pura ed essenziale dell’arte.

Untitled-2.jpgFigura 3 Museo del Louvre, Parigi – British Museum, Londra

orsay-galleryFigura 4 Museo d’Orsay, Parigi – National Gallery, Londra

Dall’analisi di questi casi studio si evince che entrambe le tipologie di allestimento (interattiva e tradizionale) sono soluzioni vincenti per la determinata categoria di beni a cui si riferiscono. Il Museo Marittimo Danese, reso coinvolgente dall’originale contesto in cui si trova, è caratterizzato da un allestimento che immerge a 360° il fruitore in temi storici e tecnici che, se visualizzati in maniera più tradizionale, risulterebbero poco interessanti e difficili da seguire; mentre i musei tradizionali, come il Museo del Louvre, sono caratterizzati da allestimenti che immergono il fruitore in una dimensione essenziale, classica e sacra focalizzando l’attenzione solo sul valore immenso dell’opera d’arte, che se accompagnata da elementi interattivi renderebbe meno intimo l’attimo in cui il visitatore osserva un Monet, un Caravaggio, una Nike di Samotracia o una Stele di Rosetta.

Giacomo Emanuele Maria Telmon

SITOGRAFIA:

http://www.archinfo.it/il-danish-national-maritime-museum-di-helsingor-di-big/

http://www.domusweb.it/it/architettura/2013/10/18/big_danish_nationalmaritimemuseum.html

 

 

 

 

 

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