“Touching the Void”. Racconto di una scalata

Innumerevoli sono le imprese di arrampicata raccontate in modo avvincente da alpinisti audaci. Molti i successi, qualche sconfitta, troppo spesso gli incidenti fatali.

Quella che riportiamo qui è una sorprendente narrazione a lieto fine, tanto più incredibile in quanto storia vera.

È un racconto che parla di un uomo arrivato al suo limite, sia fisico che psicologico, e va ben oltre l’amore per la montagna e le scalate, assumendo un valore più universale.

Joe Simpson, alpinista britannico e scrittore, descrive la scalata del 1985 sulla Siula Grande nelle Ande del Perù. La spedizione durò 7 giorni durante i quali Joe e il suo compagno Simon rischiarono seriamente la morte.
Il libro uscì nel 1998 con il titolo “Touching the Void”. Nel 2003 ne è stato tratto un film (in Italia “la morte sospesa”).
Il racconto, attraverso le parole di Joe, trasmette ogni singola sensazione ed emozione: il senso di conquista e di abbandono, il bisogno disperato di sopravvivere, la perdita della lucidità, della propria dignità, di ogni certezza, dell’autocontrollo.

Quando chiamai ma non venne nessuno sentii che ero finito. In quell’attimo in cui nessuno mi rispondeva, in quell’attimo, io ho perso qualcosa. Ho perso me stesso.
[…]
All’improvviso sentii delle voci … Ricordo quando Simon mi afferrò le spalle e mi sorresse, ricordo bene la sensazione di essere abbracciati.
Joe Simpson

racconto di Joe Simpson

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