Fruire in maniera innovativa i beni culturali

Lo scopo principale delle pratiche relative alla comunicazione dei beni culturali è quello di permettere ai vari fuitori, attraverso nuove soluzioni interattive, lo studio e l’approfondimento di ciascuno di essi.

L’arte si trasforma in un evento di interazione continuo sempre a disposizione di chiunque, Dai musei alle collezioni di capolavori, nascono nuove soluzioni per avere sempre e costantemente l ”arte” a portata di mano.

Attraverso il filo conduttore delle tecnologie applicate alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali i vari interventi hanno riguardato ambiti applicativi come la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata, la tecnologia di prossimità, in grado di facilitare la connessione di oggetti intelligenti di uso quotidiano e dispositivi mobili.

Nasce la fabbricazione digitale dando vita  alle nuove forme di musealizzazione, in cui le componenti tecnologiche certamente fanno la differenza.

Una musealizzazione innovativa, dunque, con ora al centro protagonista dell’esperienza culturale e non più spettatore passivo, il visitatore.

Lo sviluppo che le Applicazioni e le tecnologie  hanno avuto in pochi anni da strumenti per la ricerca a strumenti efficaci di fruizione culturale, grazie all’integrazione di filmati 3d, proiezioni, olografie, app di realtà aumentata, spazi virtuali hanno contribuito a formare una nuova visione dell’arte.

Un impatto rivoluzionario grazie all’illimitata potenzialità non solo nel documentare e nel creare archivi digitali, ma nel raccontare storie, ricostruire mondi ed oggetti oggi perduti, in modo coinvolgente ed emozionante.

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Dipartimento di Beni Culturali – Università di Bologna-  Chiesa di San Giovanni evangelista a Ravenna

In quest’ottica, il progetto della messa a punto di due casi di studio particolarmente significativi dal punto di vista architettonico e storico-artistico sono quelli della chiesa di San Giovanni evangelista a Ravenna. L’intento è appunto quello di sviluppare un modello operativo, esportabile e applicabile ad altre realtà simili.

Le tecnologie usate in questo caso sono la realtà virtuale e la realtà aumentata, con cui è possibile creare una interazione tra le immagini reali dell’oggetto e quelle dello stesso elaborate al computer, integrate delle parti andate perdute, o rielaborate sulla base delle fonti storiche e archeologiche, così da visualizzare il manufatto nelle sue diverse fasi evolutive.

E’ così possibile riprodurre le trasformazioni che hanno interessato, ad esempio, edifici di particolare valore storico, architettonico e artistico.

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3D ArcheoLab

Un’ importante metodo per la fruizione e gestione dei Beni Culturali, che vede come capolista di questa corrente innovativa lo Smithsonian Institution, si basa sull’ efficacia della comunicazione mediante l’utilizzo di modelli tridimensionali concepiti come repliche digitali della realtà.

La diffusione di questa  tecnologia digitale, tramite laser scanner 3D, offre nuove opportunità sia  per preservare sia per  promuovere il patrimonio storico  e quindi comunicare e condividere le conoscenze tra i vari utenti.

La stampa 3D viene impiegata nel restauro integrativo, in allestimenti tattili  per disabili e bambini o nel merchandising museale.

Ciò può rivoluzionare la fruizione delle opere d’arte, conferendole una dimensione tattile, rendendola materia di una rielaborazione attiva, restituendo quindi al patrimonio antico una nuova vita.

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Leonardo da Vinci robot by Osaka University

Un ulteriore pratica relativa alla comunicazione dei beni culturali, è il caso dell’androide Leonardo, presentato al Museo Nazionale della Scienza.

Un faccia a faccia con il robot che riproduce Leonardo da Vinci, seduto, vestito con gli abiti dell’epoca e capace di interagire con i suoi spettatori attraverso movimenti del tutto “umani”.

E’ in grado di parlare, può rispondere alle domande e quindi dialogare, simulando una persona vera.

La sua immaginazione e creatività sono sempre andati oltre i confini di scienza, tecnologia e arte e lui è sempre stato un pioniere in un ambito di ricerca interdisciplinare” , per questi motivi si è scelto di far “rivivere” proprio Leonardo, con l’obiettivo che possa educare i bambini e i giovani.

Questi sono solo alcuni dei nuovi metodi tecnologici che ad oggi abbiamo a disposizione per comprendere al meglio la vastità della cultura e della storia passata attraverso metodi semplici, duraturi nel tempo e sempre in aggiornamento.

Leonardo Valenti

http://www.lastampa.it/2010/10/20/tecnologia/beni-culturali-no-beni-digitali-TwF04P9A8pqhHm2KoRIIIO/pagina.html

http://archeonews.altervista.org/realta-aumentata-e-stampa-3d-per-beni-culturali/

http://www.archeomatica.it/ict-beni-culturali/fruire-in-maniera-innovativa-beni-culturali-report-technologyforall-2015

http://www.datamanager.it/2015/09/a-milano-in-mostra-leonardo-da-vinci-in-versione-robot/

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