Visitare Alpi nella città

Il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” è situato in cima del Monte dei Cappuccini: una suggestiva posizione panoramica da cui è possibile osservare le Alpi e la città di Torino. Situato accanto alla chiesa e all’ex convento dei Cappuccini, il Museo si propone di essere un polo culturale che unisca idealmente le montagne di tutto il mondo.

Il primo nucleo del Museo nasce nel 1874, per iniziativa dei primi soci del Club Alpino Italiano, con la creazione di una vedetta alpina e un osservatorio. L’attuale percorso di visita è frutto di una ristrutturazione avviata alle soglie del 2000.

Per visitare il museo si deve salire al monte dei Cappuccini. Sul piazzale antistante il Museo della Montagna, mostrando la splendida vista sulla città.

Il percorso di visita riconduce idealmente alle origini del Museo, nato come punto di osservazione delle montagne. All’ingresso del museo, al piano terra, ci sono gli aspetti naturalistici-ambientali della montagna, le sue tradizioni, la sua vita, la sua arte e le forniture tecnologiche che hanno determinato le sue trasformazioni.

Il piano terra suddiviso in quattro aree tematiche, sono ‘Dal mistero alla civiltà’ ‘Comunicazioni’ ‘Il turismo e l’alpinismo’ ‘Club Alpino Italiano’.

Quando entrato dall’ingresso della prima area sì può vedere un fossile di un animale alpine e un cadavere ,danno un senso misterioso.Questa parte riguarda a religione. Per la civiltà alpina,dove la natura era più avara e ostile è riuscita a coltivare il senso del bello e a sviluppare una religiosità che si spinge oltre la paura. Lo testimonia la Sacra di San Michele, sentinella della Valle di Susa.e6d885abd9ad6a4edd5f0d0fd2426275

 

Per la seconda area riguarda la comunicazione dell’ Alpi. Il trafico e il trasporto sono I problem che si devono risolvere. Per questo motive,possiamo vedere che si mostrano una slitta da traino, un carico merci del treno e una macchina. Una cosa interessante è la neve artificiale sotto degli oggetti, rende le mostre più reale.

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Nell’Ottocento,il turismo,una nuova industria è stata scoperta nelle vallate alpine. I rifugi e i bivacchi sono l’avamposto per chi è intenzionato a scalare le Alpi. Possiamo vedere molti strumenti per salire sulla montagna e gli spazi di bivacchi di C.A.I..

La sezione del primo piano ci racconta l’attività di arrampicata nelle sue storiche, eventi esplorativi e sportive, completato dai servizi civili che erano stati predisposti per la montagna. Suddiviso in cinque aree tematiche,sono ‘Alpinismo invernale’ ‘Sci e sport invernali’ ‘Montagna extra europea’ ‘Sviluppo sostenibile’ e ‘Mario Piacenza’.

È l’area “multifunzionale” del percorso espositivo: il perimetro esterno ospita mostre temporanee a rotazione, che permettono di presentare piccole esposizioni di pezzi appartenenti al Museo.Se diciamo il piano terra concentra gli alpinisti, questo piano concentra gli sciatori.

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Possiamo vedere un grade modello parziale della montagna nevosa a cui ci sono le diverse piccozze per rivelare l’evoluzione storica di essi.Possiamo capire lo sviluppo di sci anche con le attrezzati diversi che posizionati in ordine cronologico. Al soffitto si presentano le cabine di funivia delle diverso tempo.

La parte più interessante della collezione museale è quello di ‘sguardi fotografici’ realizzati da Vittorio Sella. Si può osservare le diverse foto della montagna attraverso un’ installazione particolare, le scene si vedono come reale perchè ci sono gli oblò con delle lenti ingrandenti.

 

Saliamo a secondo piano. Torretta panoramica collocata alla sommità dell’edificio del museo. È il nucleo intorno a cui nel 1874 nacque il Museo Nazionale della montagna. Oggi il paesaggio si gode ancor meglio dalla terrazza panoramica, aggiunta sui tetti dell’edificio con la ristrutturazione del 2005.

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Nel piano sotterraneo, il piano delle “arcate” ci sono dei locali disponibili per mostre temporanee ed eventi.Per fortuna ho visitato la mostra “EX LIBRIS DELLE MONTAGNE. Incisori di vette”

Il museo raccoglie i diversi tipi di attrezzatura da montagna e ne mostra la sua evoluzione negli anni, riproducendone gli ambienti caratteristici, ben strutturato e non molto grande, interessanti reperti di spedizioni alpine e molte belle fotografie. Si può imparare e sapere la storia, la cultura e la civiltà dell’Alpi dentro del museo,e uscire a fuori vedere la panorama dell’Alpi. È un’ esperienza molto bella.

L’inconveniente è l’uso della luce. La luce non è abbastanza forte e concentrare per rivelare gli articoli in mostra,quando la luce del sole è molto forte, diventa un po’ buio le facciate degli articoli e non si vedono bene. Qualche articolo e la spiegazione si mette al posto alto è difficile da vedere e leggere.

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Ma nel complesso è molto interessante e curato. Le mostre sono divertenti e copiose, la parte riguarda ad alpinista e sci è molto adatto per il nostro target: il giovane ama lo sci e sport.

 

Sitografia:http://www.museomontagna.org/

 

Diliyaer Kahaer

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